2-4 aprile 2009 a Villa Boschi la 1a edizione di Vinovinovino, un appuntamento con i vini veri

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L'associazione Viniveri, l'associazione Renaissance du Terroir, i produttori distribuiti sotto il marchio Triple A e un folto gruppo di vignaioli indipendenti... ecco chi potrete incontrare se vi recate quest'anno a Villa Boschi (Isola della Scala). Produttori di vini naturali, di territorio e di tradizione insieme per farsi conoscere da appassionati e operatori, ne abbiamo parlato con Giovanna Morganti (per l'associazione Viniveri) e Saverio Petrilli per l'associazione Renaissance du Terroir.

Villa Boschi ospita da anni l'appuntamento organizzato in concomitanza con il Vinitaly dall'associazione Viniveri. Quest'anno la grande novità sta nel fatto che diversi gruppi di produttori di vino che lavorano nel rispetto dell'ambiente e dei terroir saranno presenti insieme per rendere questo appuntamento ancora più grande e interessante, ma anche per sostenere un'idea di lavoro comune che esalti i punti di convergenza e metta in secondo piano le diversità che sempre ci sono e ci saranno ma che possono diventare un punto di forza invece che un ostacolo. Vinovinovino è il nome scelto per questo appuntamento... Prima edizione importante non solo per le idee messe in gioco, ma anche per il numero dei produttori presenti: più di 150 produttori da tutto il mondo.

Teobaldo Cappellano, produttore piemontese che è stato il motore dell'associazione Viniveri e della manifestazione a Villa Boschi in questi anni, è venuto a mancare all'inizio di quest'anno e per tutti è venuta a mancare una persona molto importante, parlando del gruppo Viniveri Giovanna Morganti lo racconta così: "è un gruppo che va avanti grazie a un capo come Baldo e siamo tutti molto smarriti dall'averlo perso. Quello che conta e che ci tiene insieme è un rapporto umano molto forte". Con lei e con Saverio Petrilli siamo andati a curiosare dietro le quinte, cioè a scoprire sogni e motivazioni di chi in questo modo di fare agricoltura, di fare vino e di fare promozione ci ha creduto da anni.

Giovanna Morganti: Come associazione Viniveri non abbiamo un manifesto, è un piccolo gruppo di persone (15 produttori) ognuno dei quali nella propria zona ha osato fare delle cose e può servire da esempio e da punto di riferimento per altre persone. L'associazione Viniveri nasce da produttori che sono per di più agricoltori e che hanno incontrato il discorso del naturale di recente, venendo da un'agricoltura tradizionale senza avere mai fatto scelte moderniste e interventiste, seguendo la semplicità dell'agricoltura. Io stessa ho studiato viticoltura ed enologia, ho avuto la fortuna di lavorare con aziende varie e con enologi come Gambelli e Castelli che avevano imparato un'enologia molto semplice. Quando ho avuto il mio podere quella di lavorare in modo naturale non è stata una scelta ideologica, ma coerente rispetto al tipo di vino che volevo fare e alla mia cultura personale: sono ambientalista e la ero anche prima di fare il vino. Il fatto di produrre in modo biologico, biodinamico o naturale dovrebbe far parte di un modo di vedere più ampio, è drammatico che tra agricoltori naturali non si parli di nucleare, ci deve essere un impegno a tutto tondo sulla realtà di oggi.

Secondo te oggi i vini e il cibo naturali sono una moda?
Giovanna Morganti:
Negli ultimi anni abbiamo visto molte persone passare ad un'agricoltura naturale perché la vede come possibilità commerciale. Anche tra i produttori che si possono incontrare a Vinovinovino ci sono persone diverse, alcuni hanno una visione pià allargata, altri più mercantile, ma a me va bene se ci si mischia, si può stare insieme comunque, l'importante è che non vi sia speculazione. La pulizia serve sempre.
Se al supermercato vedo prodotti agroindustriali fatti rispettando un disciplinare biologico mi va bene, ma non mi va bene che poi l'agroindustria prenda in mano il business del biologico.

La moda è un'occasione o un rischio?
GM:
Speriamo che non sia un'occasione persa...

Com'è nata questa scelta di andare insieme a Villa Boschi?
GM:
L'unione con Renaissance è stata abbastanza facile, è nata a Merano da uno scambio con Saverio Petrilli, quindi da atti personali, si è creato un piccolo gruppo e siamo ripartiti, è stata vissuta con molta pace dal gruppo Vini Veri. Aveva senso fare un'unica manifestazioni e non fare spostare la gente, ma anche stare insieme tra persone che condividono molti aspetti del proprio lavoro. Non c'è solo la biodinamica, ci sono anche le tradizioni dei nostri contadini, sulla biodinamica c'è stata anche tanta speculazione e secondo me non le ha fatto del bene, forse serve meno pubblicità e più atti rispetto alla biodinamica, ma questa è una mia opinione personale...

Saverio Petrilli: di fatto tutti i produttori avevano un grandissimo imbarazzo quando si chiedeva loro "perché vi siete divisi?" e nessuno aveva un motivo valido. In realtà il problema si può quasi sempre ricondurre al commercio: per qualche motivo questa parola ha assunto una valenza negativa, tutti quanti facciamo agricoltura e l'agricoltura è anche una attività commerciale, è positivo mettere a disposizione il cibo per le persone. Invece per qualche motivo tendiamo a vergognarsi e a nasconderlo... secondo me bisogna andare avanti e trovare un approccio al commercio che sia giusto etico e che ci soddisfi, che ci consenta di vivere insieme questa fase che è determinante. Non ci sono ricette, bisogna trovare la dinamica giusta, tornare insieme quindi è fondamentale per questo motivo. Le diffidenze all'inizio c'erano, poi le cose si sono ricompattate sul lavoro pratico.

Queste giornate a Villa Boschi sono anche un'occasione di incontro tra vignaioli, avete pensato a qualche momento riservato ai produttori oltre alle degustazioni?
Saverio Petrilli: c'era effettivamente l'idea di fare anche qualcosa di diverso, ma per il momento non ci siamo riusciti. Rimane comunque un momento di incontro molto importante perché a cena o nei momenti più calmi siamo insieme e c'è una condivisione molto importante. Inoltre il fatto di poterci presentare insieme, produttori più noti, alla moda o che producono in territori più glamour, con produttori più giovani e meno conosciuti da a tutti una grande opportunità di essere conosciuti, qui le aziende più "grandi" possono portare un messaggio al grande pubblico anche per le aziende più piccole, per valorizzare i diversi territori italiani.

Come sono cambiate le persone che vengono a queste manifestazioni nel tempo?
Saverio Petrilli:
nel tempo non so dirti... so che oggi c'è un popolo di appassionati e operatori che ci segue ovunque ma ci sono anche persone che hanno assaggiato un vino, gli è piaciuto e arrivano senza motivi ideologici. Ci sono anche persone che si arrabbiano quando si parla di biodinamica ma forse anche questo è un segno...

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Ringraziamo entrambi e ci diamo appuntamento ad Isola della Scala. Per tutte le informazioni pratiche vi rimandiamo al sito internet Viniveri.net, lì potete scoprire i nomi dei produttori che partecipano e cominciare a ragionare su un vostro personalissimo percorso di degustazioni e scoperte!

Pubblicato su Sorgentedelvino.it il 16 marzo 2009