Estate, tempo di mare. Sardegna. Approfittiamo dell'occasione per fare visita ad Adele Illotto e Maurizio Altea, viticoltori in quel di Serdiana (CA).
Accompagnati da Adele e Maurizio iniziamo la nostra visita dalle vigne, impiantate su marne quternarie ricche di scheletro. I vitigni impiantati sono cannonau (coltivato ad alberello), monica e carignano per le uve a bacca rossa, nasco, vermentino e nuragus per quelle a bacca bianca (coltivate a guyot).

In vigna viene praticato il sovescio di leguminose come unico tipo di concimazione, i trattamenti sono minimi a base di solo zolfo, solo in casi eccezionali viene utilizzato il rame.
I piccoli nuovi reimpianti sono stati fatti con barbatelle da selezione massale, utilizzando marze provenienti dalle vigne di proprietà.
Le potature sono decisamente drastiche, le rese per ettaro davvero minime.
La zona è molto vocata, pendii decisi ben esposti, arieggiata (spesso anche ventosa).
Dalla vigna alla cantina, sita nel centro di Serdiana, qua la semplicità è di casa. Vasche in acciaio, qualche tonneaux per il rosso, un pressa a polmone per la pressatura soffice. Null'altro se non un mini impianto d'imbottigliamento.

Assaggiamo i vini, accompagnati da una splendida pasta alla bottarga di muggine dei vicini stagni di Cabras, abbinamento d'amore con il bianco aziendale, sapido, di grande equilibrio e di una disarmante facilità di beva nonostante la non indifferente gradazione alcolica. Salumi e formaggi di Sardegna fanno da contorno al rosso, anche lui "Sibiola IGT".
Dopo il pranzo Maurizio ed Adele ci illustrano la loro filosofia produttiva, che possimo riassumere con un "Siamo il meno interventisti possibile, sia in vigna che in cantina".
Trattamenti in vigna ridotti all'osso, niente aggiunte al vino se non un poco di solforosa (dosaggi davvero bassi), e unica concessione alla tecnologia un controllo di temperatura sulle vasche di fermentazione.
Il risultato di questo modo di lavorare è evidente all'assaggio: ogni annata ha le proprie particolarietà, ma emerge un filo conduttore che fa uscire le peculiarità dei vitigni e del terroir.
La chiaccherata prosegue su argomenti inerenti la viticultura sarda, patrimonio da non disperdere, Torneremo su questo argomento prossimamente, aiutati da Adele e Maurizio e da altri viticultori sardi.
Ringraziamo i nostri ospiti per la spendida accoglienza e per la pazienza dimostrata nel rispondere alle nostre tante domande.
P.S. ce ne siamo andati portando con noi uno spendido souvenir, una latta di olio extravergine, prodotto dai nostri in quel di Seneghe (terreni di proprietà della famiglia di Adele). Uno splendido olio di montagna, saporito senza essere pesante, di bassa acidità, fantastico.