
Le viti non sono antiche come quelle dei vini rossi, è vero, ma la tradizione è sempre rispettata in toto. Pepella, Ginestra, Biancatenera sono le uve autoctone da cui si ricava questo bianco.
La coltivazione è biologica, basse le rese, spendido il terroir.
Tutto questo da un vino di colore paglirino intenso, limpido.
Al naso si nota erba tagliata di fresco, il miele d'agrume, erbe di macchia mediterranea.
Con l'innalzalrsi della temperatura il vino continua a mutare, escono la mela golden, il fieno greco secco.
In bocca è secco, sapido con buona corrispondenza al naso.
La beva è deisamente facile, quasi fin troppo. Un sorso tira l'altro, specie se in abbinamento ci sono fritti di verdure, oppure di pesce azzurro.
Unico neo un finale cortino.
Servitelo fresco, mai ghiacciato.
Quasi dimenticavo: è giovannissimo ha davanti una vita intera, il nostro consiglio è di lascirlo in cantina almeno un paio di annetti per poi gustarlo al meglio.
Data della degustazione: 20/08/09
Lotto: L0108
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