
Rubino, limpido, brillante, nessun cedimento sull'unghia.
Nebbiolo , inconfondibilmente nebbiolo. Già a partire dalla bottiglia la tradizionale albeisa.
Frutta rossa, rosa canina, goudron, cuoio, tabacco dolce, si alternano al naso.
Legno ancora un filo avvertibile appena aperta la bottiglia (tonneaux di secondo e terzo passaggio), sparisce dopo qualche minuto di ossigenazione.
Al primo sorso compare un sorriso. Nebbiolo, sapido, giustamente duro e acido. Finisce lungo.
Ottima la bevibilità nonostante i 15° alcolici che proprio non si avvertono.
Buono da bere ora, migliorerà di parecchio come tutti i nebbioli veri con un ulteriore affinamento in cantina.
Noi lo abbiamo abbinato a una grigliata mista manzo e maiale e finito poi la bottiglia con del formaggi stagionati, ma altrettanto bene ci sta con i classici piatti di carne rossa della cucina piemontese.
Incredibilmente buono il rapporto qualità prezzo, tenendo conto che è un nebbiolo che non ha nulla da inviare a molti parenti "ricchi" di Barolo o Barbaresco.
Data della degustazione: 25/5/2011
Recensione a cura di Paolo Rusconi
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