
L'etichetta recita "timorasso, un territorio, un vino". Nulla di più vero.
Questo bianco connota la zona, questo territorio che non è quasi più Piemonte e non è ancora Oltrepo.
Il timorasso è un autoctono dei Colli tortonesi salavto dall'obblio dalla folle lungimiranza di alcuni viticoltori, Walter Massa e il nostro Claudio su tutti.
Paglierino intenso, limpido brillante.
Naso tra anice e finocchietto selvatico, quindi un certo affumicato e un poco d'agrume, quasi una piccola Loira trasportata su questi colli.
Entra in bocca deciso e dritto, riempie il cavo orale, l'acidità sorregge la beva.
Potente ma di grande equilibrio, i 14 gradi di alcol perfettamente integrati con il corpo, non vengono assolutamente avvertiti.
Finisce lungo.
Potete berlo ora, vi darà soddisfazione, oppure tra qualche anno stapperete un grande vino, uno dei migliori bianchi italiani.
Data della degustazione: 26/08/2010
lotto L 1609
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