
Gutturnio fermo di tradizione, vinificato in cemento e per la quasi totalità affinato negli stessi contenitori (il 10% della massa viene posta in barrique usate).
Rubino, appena velato.
Dal bicchiere escono immediatamente grandi profumi, fiori di campo bianchi, la violetta, mobili e netti.
Con il riscaldamento del bicchiere questi fiori si combinano con una confettura di ciliegia e le piccole spezie donate dalla croatina.
Al sorso è decisamente sapido, giustamente acido, la beva molto coinvolgente.
Tannini sottili ed eleganti.
Finale piacevolmente amaricante di frutta rossa e mandorla amara.
Abbinatelo alla classica cucina piacentina, oppure servitelo fresco ( sui 14°) a fianco di una grigliata mista o a formaggi di media stagionatura.
Un must per le cene estive, bere ora o nel giro di un paio d'anni.
I punti di forza: intensità e pulizia aromatica, beva facile, grande rapporto qualità prezzo.
Data della degustazione: 04/07/2011
Recensione a cura di Paolo Rusconi