
Emilio Falcione, colpisce alla distanza.
Confesso questo vino assaggiato lo scorso inverno non mi era piaciuto.
Un bianco come tanti.
Ora invece, passato un anno, niente da dire, giù il cappello.
Paglierino, limpido fino all'ultima goccia.
L'ho assaggiato parecchio freddo dandogli tempo nel bicchiere.
Prima leggeri fiori bianchi, poi la mela golden e un tocco di pera, poi spezie dolci e, quando la temperatura si fa elevata, note mielate.
In bocca tagliente, riempie il cavo orale, dona sapidità e lascia una piacevole sensazione di freschezza.
Lo abbiamo piacevolmente abbinato ad una tagliatella di farina di castagna, bel matrimonio.
Servitelo fresco ma non freddo, potete metterci a fianco del pesce arrosto, primi anche robusti ma senza pomodoro, stesso discorso per il pollame.
E' pronto da bere ora, ma qualche bottiglia in cantina va conservata, potrebbe divenire tra qualche anno una piacevolissima sorpresa. I bianchi seri sono fatti per durare, e questo è un vino ineccepibile sotto tutti i vista.
P.S. Complimenti per la chiarezza della controetichetta, abbondanza di dati analitici, quali additivi sono e non sono usati.
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Recensione a cura di Paolo Rusconi
Pubblicata il 21 dicembre 2010