
Piglio questa bottiglia in cantina qualche perplessità, un taglio barbera-cabernet-merlot solitamente è un vino dal carattere internazionale che poco conserva del terroir d'appartenenza.
Stappo con una mezzora d'anticipo sulla cena, scolmo la bottiglia versandone un mezzo bicchiere nel calice.
Non riesco a trattenermi avvicino il naso al bicchiere, ci scappa già un sorriso.
L'anatra, arrostita a dovere, è in tavola.
Rubino intenso, limpido luminoso.
Riavvicino il naso, Piemonte schietto.
Frutta rossa croccante, sbuffi minerali, niente note erbacee o di peperone.
Un ricordo del legno piccolo, piacevole, per nulla invadente.
Assaggio mineralità decisa, poi torna il frutto, dolce e preciso.
Acidità in evidenza, ben integrata.
Un boccone d'anatra, un piccolo sorso.
La bocca resta pulita, perfettamente sgrassata.
Finisce lungo, sapido.
Accompagnatelo con carni decise, arrosti, brasati stufati, o anche formaggi d'alpeggio a media o lunga stagionatura.
Pronto da bere, evolverà positivamente anche se lo scordate in cantina per qualche anno.
Gran bella bottiglia, già ora il terroir vince sul varietale.
Chapeau!
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Recensione a cura di Paolo Rusconi
Pubblicata il 4 aprile 2011