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Arrivederci Pino! 12

Pino Ratto

Per fare grandi vini, ci vogliono grandi uomini. E Pino Ratto ha fatto grandi vini.

Il grande vignaiolo di Ovada, il grande uomo, se ne è andato ieri, il 13 novembre. Abbiamo vissuto come sospesi in attesa di questo momento in questi ultimi anni, forzatamente separati da lui. Ora possiamo salutarlo e ringraziarlo per tutto quello che ci ha regalato, grandi vini, grandi insegnamenti, tanta amicizia. Arrivederci Pino!

Se avete voglia di ricordarlo, potete usare lo spazio qui sotto per i vostri interventi.

12 thoughts on “Arrivederci Pino!

  1. Rispondi Barbara Pulliero Nov 14,2014 11:38 am

    Un giorno Pino ci ha portati nella vigna nuova appena impiantata: “L’ho piantata per chi verrà dopo di me, come qualcuno ha piantato prima di me quelle da cui faccio il vino”
    Di parole ne verranno tante, ma questo è il più bel ricordo che ho di lui.

  2. Rispondi Nicoletta Nov 14,2014 12:15 pm

    Apprendo questa notizia con molta tristezza.. Pino é stato per me un grande Maestro, di vino e di vita..
    Sono momenti in cui le parole fanno sono rumore e risultano sempre superflue e vuote..
    Perciò preferisco salutarlo in silenzio..

    E dirgli nel silenzio tutto ciò che non ho potuto dirgli negli ultimi anni in cui non stava più vivendo, ma sopravvivendo e in cui non era più in se stesso..

    Sono certa che li dove é ora sarà meglio, capito di più e voluto bene di più..
    Ciao Pino.. Grazie per esserci stato sulla nostra strada, grazie per gli insegnamenti dati e per i momenti e le emozioni condivisi..

    Non ti scorderemo mai..

  3. Rispondi nicoletta bocca Nov 14,2014 12:17 pm

    Era stato Walter Massa a dirmi di andare a trovarlo, saranno 12 anni fa. Walter aveva assaggiato quello che stavo cercando di fare con il dolcetto e mi aveva detto: ” Ho l’uomo che fa per te. Devi andare a trovarlo e poi magari a provare i suoi vini. Ma prima l’uomo, e fatti raccontare la sua idea di dolcetto”.
    Per fortuna l’ho fatto. Era una giornata di sole di quelle senza fronzoli, niente estate rigogliosa o robe del genere; un sole serio, essenziale, di quelli che ti fanno capire quanto poco sia scontato il calore anche se lui c’è, quanto lontano possa andare l’azzuro del cielo quando le giornate cominciano di nuovo ad allungarsi e la terra trattiene ancora il respiro prima di attaccare la lunga nota della primavera. Abbiamo pranzato insieme a casa sua, e quello che c’era in tavola era la morte del suo vino. Si capiva che mangiare e bere bene erano nelle fondamenta. Intorno, le cose essenziali per un pasto essenziale. Niente fronzoli.
    Mi ha raccontato intuizioni, cazzate fatte con botti e colmature – quelle che facciamo tutti – poi la sua idea di dolcetto che mi faceva sentire meno sola e meno distante, come se un ponte sottile fatto della sua musica, di quando suonava ancora, ora potesse legare Dogliani ad Ovada. Teneva gli occhi un po’strizzati in una costante ironia, nella voglia sorniona di farsela bene e per via di quella sabbia fine che il destino continuava a buttargli negli occhi per separarlo dagli Scarsi e dalle Olive, e da tante altre cose. Ma il peso, lo sforzo, la forza di gravità, nella danza della vita non devi mai farla sentire, e lui ci riusciva. Riusciva a dare l’idea che la musica sottile del vino dovesse venire fuori naturalmente, senza artifici o sforzi, ma dalla sola idea di un ritmo interiore e la voglia e il diritto di stare nel creato. Era un uomo del jazz e lo sentivi suonare fin dentro alle botti.
    La libertà costa cara, ed è bene saperlo anche se non devi darlo a vedere, ma da quel giorno, la mia idea di dolcetto non l’ho mai più mollata.
    Arrivederci Pino e grazie.

  4. Rispondi Francesco Amodeo Nov 14,2014 12:39 pm

    Oggi viene a mancare una persona a cui volevo tanto bene, che mi ha insegnato ad assaggiare il vino quando i fine settimana si andava a trovarlo con la famiglia. Avrò avuto un quattordici, quindici anni quando sono entrato per la prima volta in quella casa, a Ovada, in mezzo a tutto quel disordine e a quei fogli appesi alle pareti. Mi ricordo Pino che mi porge un calice di vino ed io che goffamente lo tengo per mano provando maldestramente ad agitarlo, come vedevo fare da mio padre. “Come si deve fare?”, chiedo io; lui: “senti i profumi, quanti ne senti?”, “tanti”. Lui ribatte: “ti piacciono?” ed io “sì”. Mi guarda, sorride e sussurra: “ecco, è tutto qua”. Grazie Pino per tutto quello che mi hai fatto conoscere.

  5. Rispondi Daniela Nov 14,2014 1:07 pm

    Arrivederci Pino….grazie per tutto.
    Montaretto 2011 Terra e Libertà.
    Cuochi Artisti Visionari e Angeliribelli e la Casa del Popolo di Montaretto

    http://youtu.be/zeTN8CburV0

  6. Rispondi Claudia Nov 14,2014 2:49 pm

    Un grande personaggio della nostra zona, libero e intelligente. Ci mancherà la sua onestà intellettuale e la saggia stranezza.

  7. Rispondi Bruna Ferro Nov 14,2014 2:57 pm

    Pino l’ho incontrato esattamente 5 volte nell’arco di una decina d’anni. L’ultima non stava bene, era affaticato, ma combattivo e vivo più che mai. Da lui ho avuto molti incoraggiamenti… mai legati al vino, per lui, prima Vi erano gli intenti: perché lo fai? Cosa vuoi dalla Vita?? … decidi cosa buoi dalla Vita e, poi, fai il contadino… quello che, nonostante tutto, è sempre felice!! …riprendevamo il discorso precedente sempre da quel punto, con polemiche sempre costruttive e utili, per, poi, spaziare all’infinito… la Musica, la Guerra da lui vissuta con la sua famiglia, sua Nonna, le Donne, la Cultura… era un piacere ascoltarlo, discutere e conoscere la sua visione delle cose sempre controcorrente, nuda e vera. Ammiravo tanto il suo coraggio! La Vita, quella vera, non lo abbandonerà! Ha regalato molto! Grazie, Pino: uomo GENEROSO.

  8. Rispondi lidia carbonetti - paolo baretta Nov 14,2014 4:56 pm

    un saluto dalle sue terre, cosi’ amate e cosi’ spesso a lui ingrate, per pochezza, invidia, rancore..se n’e’ andato, ma la sua lezione resta a segnare il cammino che qui un manipolo di produttori innamorati di quello splendido vitigno, oggi partigiano e resistente, che e’ il dolcetto e’ determinato a perseguire..le Olive e gli Scarsi rimarranno nella memoria, ma saranno anche i necessari archetipi di una rinascenza collettiva dell’Ovadese, terra di straordinaria vocazione: lo dobbiamo a lui, lo dobbiamo a tutti coloro che oggi sono tristi nel ricordo..quest’impegno sara’ il nostro miglior modo per averlo ancora idealmente presente..

  9. Rispondi teo Nov 14,2014 6:26 pm

    senza parole,
    se gusto nudo esiste è grazie a Pino, se io sono quello che sono è grazie a Pino……
    il cuore sanguina

  10. Rispondi Giampiero Bea Nov 15,2014 10:06 am

    Ciao Pino, ci siamo conosciuti 20 anni fa quando la “natura” ebbe a ribellarsi e ti portò via alcune vigne. Mi sembra ieri! Non ci siamo frequentati molto, ma ogni volta che ti ho incontrato con quel Tuo pacato, sapiente e deciso dire, accompagnato dal Tuo sguardo dolce, penetrane, rassicurante, felice, mai inquieto, riuscivi sempre ad appagarmi di testa, poi a farmi sorridere ad iniziare dagli occhi. MI sento fortunato di averTi incontrato, triste, molto triste immaginando che non avrò più l’occasione di abbracciarTi, ma niente e nessuno potrà togliermi il ricordo forte ed indelebile del patrimonio più grande che hai lasciato di Te: l’Onestà! M’inchino e porgo lo sguardo all’Alto!

  11. Rispondi w.m. Dic 10,2014 12:32 am

    domenica 14dicembre la nuova camera di commercio di alessandria darà inizio ad una serie di eventi dedicati alle 5 punte della stella alessadrina. iniziera’ l’ovadese, seguiranno tortonese, novese, casalese ed acquese.
    i produttori di ovada hanno voluto proiettare un video su PINO, li sara’ commemorato parlando di : calcio, jazz, coppi, universita’ , eredita’, farmacisti, opera’ di parigi,parcheggi, terremoti,politica,veronelli, grappa, susanna, matrimoni, divorzi,
    perche’??????
    perché?? PINO E’ PINO

  12. Rispondi Barbara Pulliero Dic 10,2014 9:00 am

    Grazie Walter per la segnalazione!

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