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Dolce Italia, a Parma i passiti bianchi e rossi – 3 dicembre 2010

Vini passiti e vinsanti in degustazione   Serata fredda e nevosa, riscaldata nella confortevole struttura di Ombre Rosse da vini affascinanti, dai racconti dei testardi appassionati vignaioli, e dal vivo interesse dei presenti. I timori iniziali (18 passiti non sono una passeggiata sensoriale), sono stati felicemente fugati dalle prove pratiche che hanno rivelato vini dalla spiccata personalità. Tutti attenti fino all’ultimo: indicazione preziosa che ha confermato il valore dei nettari degustati, lontani, in generale, dalla stucchevolezza che spesso rende faticosa la beva già dopo qualche sorsetto. Discorso valido per tutti: olfatti sempre puliti nonostante i gradi alcolici faticosamente raggiunti dopo lunghissimi mesi di fermentazione. Nessun difetto di fattura: tutti parlavano dell’anima della terra assecondata e percepita dai loro creatori.

Prima batteria: Emilia dorata

bottiglia di vigna del volta passito di malvasia di la stoppaL’Aresco è il primo vino degustato, prodotto da Malvasia aromatica e Moscato in parti uguali e sostenuto dalla spina acida guizzante della Spergola. Il colore è luminoso e trasparente, sui toni ambrati e riflessi di oro vecchio. Olfatto nitido da subito, fatto di noce, fieno ed erbe aromatiche, su un telaio fitto di albicocca appassita e mai insistente. In bocca è pulito ed equilibrato e la struttura è caratterizzata da un’acidità che lo rende particolare e assai adatto all’accompagnamento di un bel gorgonzola stagionato. Cà de Noci (Puianello di Quattro Castella, RE) – Aresco 2007 – 1300 bottiglie da 375 ml.   Si passa al Vigna del Volta, Malvasia di Candia aromatica in purezza. Trasparente e luminoso sulle tonalità intense di ambra e oro ramato, ha una progressione olfattiva di classe: lenta, delicata e infinita. Passa con stile dal melone fresco, al litchi, al fico, al caffè appena torrefatto, alle erbe aromatiche, alle scorzette d’arancia. Grande equilibrio nel sorso, setoso e intenso, tessuto acido fitto e discreto, grazie al quale ci si culla nella caleidoscopica evoluzione aromatica e retrolfattiva. Con 150 g/l di zuccheri un tal risultato è una bella soddisfazione. La Stoppa (Rivergaro, PC) – Vigna del Volta 2007 – 18 mila bottiglie da 500 ml.   Terzo protagonista, Danza del Sole. Nelle colline di suolo marno-argilloso, nasce questa espressione di Malvasia aromatica di Candia. L’aspetto è luminoso, sui toni trasparenti e intensi di oro zecchino. Vino che gioca sull’agilità più che sulla potenza. L’olfatto rivela piacevoli note di fieno, caramella al mou, scatola di sigari e albicocca essiccata. In bocca è equilibrato e delicato. Gaetano Solenghi Az. Agr. (Borgonovo Valtidone, PC) – Danza del Sole 2008 – 900 bottiglie da 500 ml.   Si termina la batteria con Il Piriolo. L’azienda Lusenti presenta la prima annata del suo vino, ottenuto da uve appassite di Malvasia aromatica di Candia. Di colore luminoso sui toni ambrati e brillanti, al naso svela profumi dolci di torrone, miele, datteri e fichi secchi. Al gusto è vellutato e intenso, e la dolcezza caratterizza il sorso. Un pizzico di acidità in più renderebbe la beva più fresca e dinamica. Lusenti (Ziano Piacentino, PC) – Il Piriolo 2006 – 1500 bottiglie da 500 ml.   osteria ombre rosse a parma: degustazione vini passiti

Seconda batteria: il passito in bianco a spasso per l’Italia

La Dolce Italia si sposta in Veneto, con due annate del Recioto di Gambellara di Angiolino Maule, il 2004 e il 2007, prodotti da Garganega in purezza. Il 2004 ha un colore ambra scuro, è torbido, e la sua concentrazione è palese nella densità mentre si fa roteare nel calice. Al naso rivela note evolutive, con sfondo di ciliegie e scatola di sigari. Il gusto è intenso, caratterizzato dalla dolcezza e dalla concentrazione. Il 2007 è un vino che alla vista regala toni profondi di ambra, con bella trasparenza e viscosità discreta. Vino di struttura solida, buona la corrispondenza gustolfattiva che rivela note intense di caramello, datteri e fichi caramellati. Lunga e dolce persistenza. La Biancara (Gambellara, VI) – Recioto di Gambellara Passito 2004 e 2007 – 4500 bottiglie da 500 ml.   Ci spostiamo in Toscana, sulle colline di San Casciano Val di Pesa, per continuare con il Passito del Rospo, prodotto da Malvasia e Trebbiano, fermentato e maturato completamente in legno. Il colore è limpido e luminoso, sulle sfumature di ambra e riflessi brillanti oro vecchio. Al naso l’albicocca matura gioca con il tabacco biondo, con i fiori di campo, con il torrone al miele e le nocciole tostate. Al gusto è nitido e vivo, grazie all’acidità bilanciata che fa apprezzare gli aromi anche nel lungo finale. Montesecondo (San Casciano Val di Pesa, FI) – Passito del Rospo 2003 – 600 bottiglie da 500 ml.   Torniamo a nord, questa volta a occidente, nelle colline tra le Langhe e il Monferrato. Abbiamo davanti agli occhi il Sol, passito di Moscato. Sol, come il sole dei riflessi brillanti che scintillano nel calice con quelli di oro zecchino. Limpido e luminoso, al naso è cristallino ed originale, con profumi freschissimi di fiori d’arancio che cambiano con leggiadria per andare e tornare su note di fichi maturi, cioccolato, datteri, e poi erbe aromatiche, rosmarino, fiori bianchi, zenzero, carciofo fresco, scorze di arancia. In bocca rispetta le premesse: vino setoso al palato, intrigante, schietto e nello stesso tempo elegantissimo; la scia purissima dura lunghi secondi. Sol, penso alla fine, forse sta per “sole”, parola che calza perfettamente con l’anima di questo nettare; è il “sol” miracoloso di questo angolo di terra, e, soprattutto, “sol” è l’uomo, che ha deciso di intraprendere una strada difficile e unica. Ezio Cerruti (Castiglione Tinella, CN) – Sol di Cerruti 2006 – 4000 bottiglie da 375 ml.

Terza batteria: rosso goloso.. e tosto!

La terza parte della nostra degustazione prosegue con i passiti rossi. Restiamo nelle colline di Castiglione Tinella per conoscere il primo vino, Cà Richeta. Nasce da Cabernet Sauvignon, Brachetto e Malvasia rossa. Ha un colore rosso rubino scuro, trasparente, con riflessi brillanti e unghia tuilée. Le note evolutive delicate sono presenti subito all’olfatto, e si dipanano su sentori di scatola di sigari, prugna matura, ciliegie sotto spirito e tabacco biondo. La tannicità, al gusto, lo rende interessante e piacevole, goloso e di buona struttura. Cà Richeta (Castiglione Tinella, CN) – Passito Rosso 2003 – 1800 bottiglie da 500 ml. Torniamo in Toscana, su quella che la produttrice chiama affettuosamente “un sasso in mezzo al mare”, l’isola di Capraia, oasi incontaminata e parco naturalistico protetto. Degustiamo il Cristino, Aleatico in purezza. Ha un abito granato scuro e intenso, luminoso e trasparente. L’unghia, sui toni violaceo-ciclamino, denota grande giovinezza. Al naso l’iniziale ritrosia si dissolve e apre la pista a un carosello di profumi freschi tra cui spicca una splendida rosa rossa, la fragola, il litchi, la ciliegia matura. Al gusto è pieno, suadente e senza cedimenti, anzi: tonicità e tannicità ne fanno un vino intrigante e di personalità, senza rinunciare all’armonia. La Piana (Isola di Capraia, LI) – Cristino 2008 – 6800 bottiglie da 500 ml.   recioto della valpolicella vino biologico di villa bellini Dopo la Toscana andiamo in Valpolicella per conoscere l’Uvapassa, che nasce da Corvina, Corvinone, Molinara e Rondinella appassiti per 120 giorni. Ha un bellissimo colore granato intenso, brillante e trasparente, con unghia tra riflessi rubino e arancia. Al naso è subito fragranza netta di oliva nera che si alterna con note di rosa macerata, poi peonia e fragola matura; l’evoluzione olfattiva si dipana su toni speziati del leggero chiodo di garofano. Bella corrispondenza gustolfattiva; al gusto, la struttura è quella di un vino elegante, bilanciato da una equilibrata spina acida e dalla lunghezza retrolfattiva piacevolissima. Villa Bellini (San Pietro in Cariano, VR) – Uvapassa 2006 – 1000 bottiglie da 375 ml. Altro passaggio in Piemonte, sulle colline tra Nizza Monferrato e Canelli. Degustiamo Respiro di Vigna, da uve appassite di Barbera. Il colore è luminoso, granato trasparente con unghia sui toni sfumati aranciati. Al naso i profumi netti di marasca e di frutti rossi dolci si alternano con quelli di rosa canina e, in progressione, con sfumature di anice stellato. Al gusto: è un vino di trama spessa, con l’acidità tipica del vitigno che lo rende interessante. Carussin (S.Marzano Oliveto, AT) – Respiro di Vigna 2008 – 3500 bottiglie da 500 ml. Finiamo la batteria dei rossi; torniamo in Valpolicella e nelle vigne di San Pietro in Cariano per conoscere Ulderico, vicino di casa del recente Uvapassa. E’ immediata la consapevolezza di due stili opposti e l’esigenza del confronto divertente. Ulderico è impenetrabile alla vista, compatto, concentrato e cupo sui toni granata. Al naso note esuberanti e concentrate di oliva nera, trait d’union territoriale con l’Uvapassa; prugna essiccata e amarena matura, ma anche sfumature di carciofo e cardo. In bocca è denso, concentrato ma non stucchevole, grazie al tessuto tannico che sostiene la concentrazione con energia. La parola “potenza” è sua quanto “leggiadria” è di Uvapassa. Monte dall’Ora (San Pietro in Cariano, VR) – Sant’Ulderico 2006

Quarta batteria: i Vinsanto

degustazione vini passiti e vini dolciArriviamo infine alla quintessenza della concentrazione. Cominciamo con il Vinsanto 2001 della Fattoria di Bacchereto, che si trova sulle colline di Prato. Nasce da Trebbiano per la maggior parte e da Malvasia. Il colore è luminoso, brillante e trasparente, sui toni d’oro zecchino con riflessi ramati. L’olfatto è leggermente etereo, piacevole e composto; caratterizzato da note di uva appassita e miele, seguite in evoluzione da quelle di tabacco, frutta secca e scatola di sigari. La beva non affatica, anzi. I profumi trovano agile corrispondenza e il fin di bocca resta sulle sfumature di miele e frutta secca. Fattoria di Bacchereto (Prato) – Vinsanto 2001 – 1500 bottiglie da 375 ml. Arriviamo così a quello che è considerato uno dei più grandi vini dolci d’Italia: il Vinsanto di Albarola 1999 di Barattieri. Nasce da Malvasia di Candia aromatica, sulle colline piacentine della Val di Nure. L’aspetto è leggermente torbido, sulle tonalità scure dell’ambra; denso, viscoso, aderisce alla curva interna del calice senza cedimento. Il naso è un concentrato di dolcezza di albicocca e pesca essiccate, caramello e miele. In bocca sembra quasi uno sciroppo, potente, con i suoi 24 gradi svolti, oltre ai 7 potenziali. Lunghissima persistenza sui sapori di frutta caramellata. Vino da meditazione per serate fredde davanti al camino. Non cercare abbinamento ideale, se non silenzio o…dolce compagnia. Conte Otto Barattieri (Vigolzone, PC) Vinsanto di Albarola 1999 – 400 bottiglie da 375 o 500 ml (secondo l’annata). L’ultima bottiglia della serata è sempre un nettare del piacentino che riposa per dieci anni in botte piccola, sulle native colline di Vigoleno: il Vin Santo dell’azienda Lusignani. Nasce da uve Santa Maria di Melara e Bervedino, originari della zona di produzione, e da Marsanne, Sauvignon, Ortrugo e Trebbiano. L’ambra scura del colore si sfuma nei riflessi; è luminoso e limpido. L’aspetto è denso, resta aggrappato senza cedimenti al calice. Il naso è caratterizzato da cenni fumé e di liquirizia, fieno, miele, china, tabacco biondo e dolce uva appassita. In bocca ha un attacco vellutato, intenso e dolcissimo. Buon sostegno acido. Persiste lungamente e ha una buona corrispondenza gustolfattiva. Finale lungo e sfaccettato sulle note di tabacco e miele. Per l’abbinamento, un cioccolato Manjari di Varhona o un Ocumare Grué del Venezuela. Alberto Lusignani (Vigoleno, PC) – Vin Santo di Vigoleno 1999 – 900 bottiglie da 375 ml.   Articolo pubblico il 7 dicembre 2010 A cura di Valentina Congiu