vini, persone, territori, tradizioni

vini, persone, territori, tradizioni

Terroir

Terroir è una parole francese (che si legge terruar) per cui la lingua italiana non dispone di una traduzione. Come il territorio esso si riferisce un’area ben delimitata dove le condizioni naturali, fisiche e chimiche, la zona geografica ed il clima permettono la realizzazione di un vino specifico e identificabile mediante le caratteristiche uniche della propria territorialità.

Ma il termine terroir definisce anche l’interazione tra più fattori, come terreno, disposizione, clima, viti, viticoltori e consumatori del prodotto. Nel vino naturale questa complessa interazione rappresenta la chiave d’accesso alla comprensione di un vino.

Il terroir

La Sicilia dei vitigni storici: i coraggiosi che si distinguono

E’ passato tanto tempo da quando la Sicilia era nota nel mondo del vino più per i silos su ruote che si dirigevano a nord di Roma, per tutta Europa e fino al 54° parallelo, che per i suoi vitigni. Negli ultimi 30 anni si è rivelata come una delle regioni più dinamiche non solo nel miglioramento della qualità dei vini, ma anche nel percorso di valorizzazione dei vitigni tradizionali, grazie soprattutto a piccole aziende che cercano di garantirne la sopravvivenza.

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Terra Trema / Critical Wine: Quando tutto il cibo era naturale

Ci avviciniamo alla quarta edizione di Terra Trema, continuazione ideale di quel Critical Wine voluto da Luigi Veronelli e realizzato per la prima volta nel 2003 insieme ai ragazzi del Leoncavallo di Milano. A distanza di sette anni da quella prima edizione abbiamo chiesto a Paolo Bellati, che fa parte del gruppo organizzativo del Folletto 25603, di raccontarci questa esperienza e il senso che ha nella realtà agricola e sociale di oggi l’esperienza Terra Trema / Critical Wine.

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Anche in Italia, chicco dopo chicco

Siamo alla Stoppa in una laterale della Val Trebbia, la val Trebbiola. Qua c’è una delle pochissime vigne italiane di semillon, grande vitigno bordolese a bacca bianca. Un ettaro scarso di questo vitigno, in una piccola porzione di vigna messa a dimora un’ottantina di anni fa dall’avvocato Ageno, antico proprietario dell’azienda. Da questa vigna nasce il Buca delle Canne uno dei pochissimi vini botrizzati in Italia, ovvero un vino ottenuto da chicchi di uva attaccati dalla muffa nobile la Botrytis cinerea.

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Dogliani: dolcetto 2.0

Decido di arrivare per la strada tortuosa, per godermi l’autunno delle vigne di Langa. Piano piano le foglie appena ingiallite del nebbiolo lasciano spazio al rosso, intenso quasi violento del dolcetto. Ci siamo, il profilo delle colline si fa più duro, gli affluenti del Tanaro hanno lascito segni profondi. Via di corsa al luogo di ritrovo del Dogliani 2.0.

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Un vino da salvare: la Vernaccia di Oristano

La DOC Vernaccia di Oristano, vino culto dell’enologia della Sardegna fino agli anni 80, è da diversi anni in regressione, ma per la sua particolarità e per l’eccellenza che spesso è in grado di esprimere merita di essere salvata e valorizzata.

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Pino Ratto e la bottiglia 3256

La prima volta che incontrai Giuseppe Ratto era un piovoso pomeriggio di Novembre . Ero a Fornovo, alla fiera “Vins de Vignerons”, facendo il mio solito giro per salutare degli amici produttori. Girovagando tra gli stand, sono passata a fianco ad un tenero e simpatico vecchietto, vestito come se stesse per andare a in vigna e non ad una fiera, con un cappellino di lana colorata in testa e gli occhietti vivaci e accesi come quelli di un bambino.

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Viticoltura sostenibile e salvaguardia del territorio

Riprendiamo il bell’intervento di Pietro Majnoni Guicciardini alla tavola rotonda “Viticoltura sostenibile e salvaguardia del territorio” che si è svolta ad Agazzano (PC) il 6 marzo 2010 come apertura di Sorgentedelvino Live. Pietro è il titolare della Fattoria Majnoni Guicciardini, un’azienda agricola biologica di 200 ettari sulle colline della Val d’Elsa Fiorentina, di fronte a San Gimignano. Qui il vino è solo una parte del lavoro e il vigneto si integra con l’intero territorio, ci sembrava la persona ideale da cui farci raccontare il lavoro di salvaguardia che ha messo in pratica…

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L’eroica viticoltura della Valle d’Aosta

Chi arriva da sud lo capisce già al suo ingresso in valle, guardando i vigneti “strappati” alla montagna e messi a dimora su pendenze da capogiro: da queste parti la viticoltura è una sfida alle avversità – quelle conseguenti a un’orografia ostile, che rappresenta il tipico teatro da viticoltura eroica – ma anche un profondo atto d’amore verso la propria terra e la propria cultura.

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