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Il naso non solo nel bicchiere

insalata dell'ortoSiamo appassionati di vino, per noi il profilo olfattivo è un parametro importantissimo, come dice Sandro Sangiorgi definendo il vino il ” liquido odoroso”.

Ma il naso mi piace metterlo anche in altri luoghi, altri alimenti sono degni dell’attenzione della nostra proboscide.

E come per il vino, il naturale in orticultura, frutticultura e in tutti i prodotti agricoli in genere il naso da importantissimi segnali. Così come si riconoscono dai profumi di bubble certi vinacci industriali, annusando ( e comparando) due pomodori appena tagliati, escono chiare differenze aromatiche.

Provate con il pomodoro, con un cespo di lattuga, persino anche con una zucchina. Orto contro supermercato, e vi garantisco non è solo questione di freschezza. Dalla verdura del mio orto non è mai uscito puzzo di medicinale, nemmeno dopo una settimana di frigo.

Per non parlare delle differenze aromatiche della frutta, fate la prova se avete frutta vera a dispozione. Ora è il momento della pesche e delle susine, dei meloni e delle angurie, delle more selvatiche. Anche in annate meteorologicamente terribili come questa, le differenze spiccano.

Provate a metter vicino una fragolina di bosco e una bella fragola proveniente dalle coltivazioni tedesche… annusate il grano in vendita o in deposito in qualunque Consorsio Agrario e quello prodotto che so da Cascina degli Ulivi o dalla Cerreta. Sappiatemi poi dire.

Annusate il latte in tetrapac e quello dell’alpeggio. Sentite la differenza tra un caprino industriale e quello del pastore delle valli Orobiche. Mettete il naso nel Bitto Storico e nel bitto industriale, nella ricotta del pastore e in quella venduta al supermercato.

Chimici esperti di cucina potrebbero anche dirci che il valore nutritivo è identico (i miei dubbi restano anche dopo dotte disquisizioni), ma il profumo ed il gusto no di certo.

 

 

 

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