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Lusenti, una lunga strada verso il biologico sui colli piacentini

L’azienda vitivinicola Lusenti è una delle aziende storiche dei colli piacentini, nata e cresciuta negli anni Sessanta, è guidata oggi da Lodovica Lusenti e dal marito Giuseppe Ferri. Nel corso degli anni il loro lavoro si è sempre più spinto verso la riduzione degli interventi sia in vigna che in cantina e quest’anno hanno scelto di intraprendere la strada dell’agricoltura biologica nei loro 17 ettari di vigneti sulle colline di Ziano Piacentino.

i vigneti della cantina lusenti sui colli piacentini - vicobarone di ziano - val tidoneAbbiamo chiesto a Lodovica quali sono stati i motivi che li hanno portati a questa scelta

La nostra cantina ha una storia lunga alle spalle, io e le mie sorelle ci siamo cresciute in mezzo vendemmia dopo vendemmia. Mio padre è stato davvero un grande uomo a creare tutto questo e mi ha lasciato in mano vigneti che per me oggi sono molto preziosi, abbiamo vecchie varietà di vitigni locali e piante che oggi hanno cinquant’anni e ci danno grandi soddisfazioni. Quando mio padre ha passato a me e Giuseppe la gestione dell’azienda ci siamo lentamente allontanati dal suo modo di curare i vigneti e gradualmente siamo arrivati alla scelta di fare agricoltura biologica: lavorando in campagna ti rendi conto di come ci andiamo sempre più ogni giorno ad intossicare, ti rendi conto che devi fare qualcosa. Viviamo e lavoriamo in un territorio altamente vitato, qui l’economia locale si fonda sulla viticoltura e sulla vendita di vino e c’è poca consapevolezza da parte di molti nostri colleghi, ma se non cominici tu a fare qualcosa è inutile aspettare (o aspettarsi) che lo facciano gli altri. Quando i turisti che arrivano dalla città mi dicono che qui noi respiriamo l’aria buona e io vedo il mio vicino bruciare la plastica o i sacchetti degli antiparassitari mi viene da ridere… ognuno deve fare qualcosa nell’ambiente in cui si trova e adesso è arrivato il momento anche per noi di fare la nostra parte. E’ un nostro percorso etico e professionale, così facendo mettiamo in condizione i nostri figli di vivere su una terra sana. Quando facciamo la spesa guardiamo che i cibi che compriamo siano il più sani e genuini possibile e che vengano da più vicino possibile. Anche nel nostrolavoro dobbiamo fare le stesse scelte. E se lavori i vigneti secondo i principi del biologico, anche in cantina ti comporterai di conseguenza: se l’uva arriva sana non andremo ad inquinarla con cose troppo invasive e cercheremo di restituire un vino con la sua identità.

Come ti sei trovata nel passaggio dall’agricoltura convenzionale all’agricoltura biologica?

Sono quattro anni che pratichiamo la lotta integrata avanzata e non è un trauma passare al biologico, anzi, eravamo ormai pronti. Certo che questa annata non è iniziata molto bene! Ha smesso di piovere una settimana fa, quindi siamo rimasti tutti molto indietro con i lavori in vigneto, ma rispetto ad altri colleghi siamo fortunati: avendo sospeso ormai da molti anni i lavori di zappatura e vangatura del terreno e praticando l’inerbimento il suolo ha ritrovato una certa forza e abbiamo potuto comunque entrare nei vigneti per piccoli lavori. Rispetto all’agricoltura biologica però dobbiamo ancora imparare tante cose, considero questi anni di conversione un vero e proprio percorso di crescita, non possiamo permetterci di buttare via un’annata e dovremo fare molta attenzione, saranno anni molto impegnativi.

Avete notato dei cambiamenti nelle vostre piante in questi anni in cui avete fatto lavorazioni sempre più leggere?

lusenti-salame-vinoDifficile dirlo… abbiamo fatto un percorso lento e graduale per arrivare qui. Quello che ci aspettiamo è di riuscire a portare le piante ad una regolazione naturale della quantità di uva prodotta, questo credo che sia fondamentale per non stressare la pianta, aiutarla a rinforzarsi e avere un prodotto di qualità. Ma questo ha anche un risvolto pratico: se il grappolo è troppo grosso non riesce a ricevere i trattamenti in modo omogeneo. Per le piccole aziende secondo me è un passo inevitabile, se si continua ad intervenire troppo sia in vigna che in cantina avremo solo vini costruiti, ma sono le grande cantine che fanno bene queste cose e non possono fare altro non avendo il controllo della materia prima. Noi dobbiamo intraprendere un’altra strada. Dovrebbe essere un discorso di territorio, diventare una sincronia di cose che si fanno insieme e si rispettano tutti insieme, ma qualcuno deve pur iniziare. Quando abbiamo iniziato a fare inerbimento o a fare diradamento ci consideravano dei pazzi, ma poi venivano a guardare e col tempo qualcuno ha anche seguito questa strada. Se fai una cosa la devi fare seriamente, nel miglior modo possibile. Ottenere un buon risultato non è importante solo per chi lo fa ma anche per chi sta attorno che può guardare, farsi coraggio e prendere esempio.

Richiedere la certificazione biologica comporta anche un grande lavoro dal punto di vista burocratico, credi che ne valga la pena?

Lodovica Lusenti a Vinnatur 2010 - Villa FavoritaLe carte oggi come oggi sono solo dei modi per farti più casini di quelli che hai, mi rendo conto di come molto spesso invece di semplificare il nostro lavoro lo complichino notevolmente anche perché nella mia vita non volevo fare la ragioniera, ma volevo lavorare in cantina e in campagna… Però in questo momento per noi è importante avere un punto di riferimento che ci aiuti nel passaggio. Fortunatamente la nostra azienda agricola non ha mai avuto problemi commerciali, anche in questo periodo siamo sempre rimasti nella media e non passiamo al biologico per necessità commerciali. Certo, il marchio di certificazione biologica sulla bottiglia potrà agevolarci nell’esportazione verso certi paesi in cui questo è ancora importante, ma per noi non è questo il motivo principale. Facciamo parte da anni dell’associazione Vinnatur, è un gruppo di produttori tradizionali e naturali con cui ci troviamo molto bene, condividiamo le idee del nostro gruppo e di altri produttori e in questi anni tutti hanno fatto grandi passi avanti sia in agricoltura che in cantina. Abbiamo sentito la necessità di lavorare insieme a loro, seguire una strada comune chiara e che sappia rispettare, oltre all’ambiente, anche il consumatore: proprio perché facciamo parte cel gruppo Vinnatur, chi si avvicina ai nostri vini si aspetta qualcosa che noi dobbiamo essere in grado di dare. Per noi è stato molto importante poterci confrontare con il nostro gruppo e con Angiolino Maule abbiamo sempre avuto un rapporto molto bello, di rispetto e di sostegno, anche questo ci ha spinto ad andare avanti nel percorso.

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Non possiamo che augurare buon lavoro a Lodovica e Giuseppe. Vivendo anche noi sui colli piacentini conosciamo bene la situazione della viticoltura in Val Tidone e speriamo che questo passo sia davvero un inizio anche per altri produttori del territorio.