vini, persone, territori, tradizioni

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Pignol 99, il Mondiale di Fulvio Bressan

pignol 1999 di Fulvio Bressan

13 luglio 2014 finale dei Campionati mondiali di calcio. A noi importa poco o nulla, prepariamo la nostra partita tra cucina e cantina, tra un cappone ruspante di quasi un anno e il Pignol 1999 di Fulvio Bressan. Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare. Temperatura intorno ai 20°

Cappone nostrano in forno dopo una leggera passata di sale e pepe. Qualche goccia di olio. Patate di montagna, a cubettoni, cuoceranno con l’unto rilasciato dal cappone.

La bottiglia, in piedi da un paio di giorni, riemerge dal mio personale infernotto, ovvero l’angolo più fresco della cantina la dove stanno i vini delle occasioni speciali.

Apro la bottiglia un paio d’ore prima della cena. Tappo perfetto. Verso 2 dita nel calice, annuso.

Rubino intenso limpido. Pepe al naso più bianco nero alla prima snasata. In caleidoscopica successione troveremo i galetti o finferli che dir si voglia, frutta rossa (ribes e melograno), note balsamiche, il tutto su un sottofondo speziato dove domina il pepe.

Fantastico in bocca potente ed elegante nello stesso tempo regge tranquillo l’untuosità del cappone e delle patate: piatto e vino giocano duro ma corretto, il guizzo acido finale da, forse, la vittoria al vino.

Lunghi i festeggiamenti finali con ritorni per via retronasale delle note pepate e balsamiche.

L’ultimo bicchiere lo riservo a notte inoltrata. Anche in solitaria è un vino “Campione del Mondo”.

Ovviamente grazie per questa chicca a Fulvio e Lena, oltre che al grande capo della tribù il grande Nereo.

P.S. Il vino è giovanissimo, solo 15 anni compiuti, ne ha davanti almeno una ventina per affinarsi ulteriormente, Fulvio ne serbi una boccia che ci scoliamo tra vent’anni insieme?

Maggiori info su Bressan Mastri Vinai

 

 

 

 

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