vini, persone, territori, tradizioni

vini, persone, territori, tradizioni

Sorelle Palazzi, il vino della Toscana minore

Torniamo in Toscana, terra benedetta per il clima e la ricchezza del suolo , e andiamo a visitare vigneti e cantina di Sorelle Palazzi, sulle colline pisane, una Toscana minore per nome, ma non per storia e per qualità del vino

L’azienda agricola di Sorelle Palazzi si trova sulle colline pisane, acquistata nel 1972 dalle due sorelle, viene subito impostato un lavoro agricolo improntato al biologico e alla qualità in un’epoca in cui il territorio ancora spingeva per aumentare le rese viticole e i volumi di vino prodotto. Oggi è il nipote Guido Beltrami che lavora al fianco delle zie, da poco trentenne ha eriditato l’ida di un’agricoltura pulita in mezzo a cui è cresciuto, ha studiato alla Facoltà di enologia ed ora segue i lavori in vigna, in cantina e in parte la commercializzazione.

Oltre agli 11 ettari di vigne di diverse età, l’azienda agricola produce olio d’oliva, ma notiamo subito come la terra sia usata anche per casa: un frutteto e un orto completano infatti il panorama. I vigneti si sviluppano attorno all’azienda alternandosi agli oliveti e a piccole zone di bosco, nell’aria sentiamo ancora l’odore dello zolfo che è stato utilizzato per i trattamenti. Mentre attraversiamo i vigneti, Guido ci racconta della scelta delle zie per il biologico avvenuta in anni in cui nella zona era considerato molto strano e di come i vigneti hanno risposto a questi anni di cura rispettosa: equilibrati e forti anche in annate difficili. Tra una parola e l’altra si attarda a sistemare i tralci, forza dell’abitudine certo, ma anche precisione sul lavoro.

I vitigni sono quelli tipici della Toscana e li ritroviamo nei vini ben calibrati, puliti e ben fatti, senza estremizzazioni, ma senza perdere i tratti del vitigno e del territorio. Vini davvero molto piacevoli.

Usciamo dal vigneto ed arriviamo in cantina, è parzialmente interrata e rispecchia i vigneti: pulizia, semplicità, un lavoro netto, senza tecnologia dove ogni angolo è stato pensato perché funzionale alla vinificazione. Le vasche di cemento vetrificato sono il contenitore principale usato in vinificazione, qui il mosto arriva dall’alto per caduta e solo il vino destinato all’invecchiamento viene spostato nella cantina di affinamento. Vicino all’ingresso si notano due vasche d’acciaio: qui i vicini vengono a prendere il vino sfuso, tradizione che è stata mantenuta anche in questi anni e che si è ampliata con la vendita del vino nei bag in box.

L’ultima tappa della nostra visita viene riservata ai luoghi del Vinsanto, vero fiore all’occhiello di questa azienda: cominciamo dalla stanza di appassimento delle uve (Trebbiano toscano in prevalenza con un saldo di Malvasia e Colombana)) per il Vinsanto dove i grappoli rimangono su stuoie di canne dalla raccolta in settembre fino alla pigiatura che avviene solitamente alla fine dell’anno. I grappoli sono accuratamente selezionati e solo i migliori vengono scelti per il Vinsanto, perché l’appassimento è un momento molto delicato per le uve: i grappoli devono essere ben disposti e avere la giusta aerazione per evitare la formazione di muffe e permettere un appassimento adeguato e costante.  Nella cantina del Vinsanto riposano nei caratelli di rovere o castagno 5 annate in attesa che arrivi il loro momento per l’imbottigliamento. Ogni annata è diversa, ma il carattere che si cerca è quello del Vinsanto più tradizionale, secco e con gradazioni relativamente alte.

Una bella realtà toscana che conferma l’impressione avuta dall’assaggio dei vini. E per chi volesse portare i vini sulla propria tavola è possibile ordinarli direttamente al produttore su Sorgentedelvino.it

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Ultimi articoli
nerello di enotrio

Il Nerello di Nunzio

O meglio della familia Puglisi. Etna, versante nord, 650 mt slm La bottiglia da aprire quando vuoi andare sul sicuro, bottiglia che mette tutti d’accordo,

bottiglia e bicchiere di Stralustro di Guccione

Stralustro 2008 – Guccione

Tra storia e preistoria, la lunga vita del cataratto. A volte riemergono bottiglie dimenticate. Quando apri questi vini, fatti senza aggiunte se non un pizzico

anatrino in bottiglia e nel bicchire

Anatrino – Carlo Tanganelli

Anatrino in bottiglia e nel bicchiere Trebbiano toscano, breve macerazione Siamo in Val di Chiana, (Arezzo) dove Marco Tanganelli, one man band dell’azienda, fa l’agricoltore