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Vini senza solfiti aggiunti… a Valli Unite

Valli Unite sui colli tortonesi è una gran bella realtà agricola, importante come traino del territorio. Viene praticata un’ agricoltura biologicamente sostenibile, attenta alle necessità di chi produce e di chi acquista e consuma i prodotti. Agricoltura etica, a prezzi etici. Un simile progetto può camminare solo con grandi persone ed altrettanto grandi idee.

Da un’idea di Alessandro Poretti nasce il vino senza solfiti, e questa idea divenne realtà nel 2005 con le prime bottiglie di barbera. Oggi tutta la produzione di barbera è senza solfiti aggiunti, sia quella destinata alla bottiglia che quella venduta sfusa, bag in box per esportazione compresi. Ed è proprio con Alessandro che chiacchieriamo di ciò, nella sala ristorante del loro agriturismo, davanti alle 6 annate finora prodotte.

vigna di marna, barbera 2006 Alessandro perché e come ti è venuta l’idea di fare vini senza aggiunta di solfiti?

Alessandro: L’idea mi girava in testa da quando ho deciso di occuparmi della gestione della vigna e della cantina di Valli Unite, l’input più grande probabilmente mi è arrivato dalle richieste dei rivenditori esteri soprattutto del nord Europa.

Hai iniziato con la barbera, perché?

Alessandro: La barbera nelle nostre vigne nasce con ph molto bassi e acidità alte, che vengono mantenute anche a perfetta maturazione fenolica, queste caratteristiche fanno si che questo vitigno si presti particolarmente per essere vinificato in assenza di solforosa.

Hai sostituito i solfiti con altre aggiunte di prodotti estranei alla tua uva?

Alessandro: Assolutamente no, anzi abbiamo eliminato anche i lieviti selezionati. L’eliminazione di questi lieviti aggiunti ha donato maggior freschezza e maggior equilibrio al vino, non abbiamo mai avuto problemi di arresti di fermentazione, per cui pensiamo di essere sulla giusta strada.

Mentre chiacchieriamo, mettiamo nel bicchiere i primi 2 vini, accompagnandoli con il pane e salame prodotti internamente alle Valli Unite. Il primo è il 2010 che andrà in bottiglia tra pochissimo, poi il 2009 attualmente in commercio. Freschezza, pulizia aromatica ben in evidenza, forse per qualcuno potrebbero essere ancora sbilanciati sull’acidità, ma per me, da sempre abituato alle durezze della barbera, sono già godibili.

Hai cambiato qualcosa riguardo alla tecnica di cantina?

Alessandro: No, nulla, siamo solo un poco più attenti alla selezione dei grappoli in vigna e alla pulizia di serbatoi, tubi etc.

Gauitù la barbera delle Valli Unite

Quali sono i valori di solforosa che raggiungi a fine vinificazione?

Alessandro: I nostri vini hanno una quantità di solfiti, espressa in solforosa totale, variabile tra i 12 e 17 mg/l, sufficienti a proteggere i nostri vini dall’ossidazione, ovviamente in combinazione con antociani e polifenoli, alcool e acidità.

Tornando alle pratiche di cantina, hai notato differenze tra i vini passati in legno e quelli che affinano in acciaio (sempre riguardo alla vinificazione senza solfiti)?

Alessandro: Nessuna differenza, il filo conduttore dei nostri vini è la vigna non un additivo.

Come ha accolto il mercato i tuoi vini senza solfiti?

Alessandro: Bene, non c’è stato nessun problema, anche perché la nostra rete commerciale anche estera è fatta di persone che conoscono il nostro progetto perfettamente, vengono a Valli Unite a seguire la produzione di svariati prodotti e noi li consideriamo più amici che partner commerciali.

Mi balena nella mente una domanda cattivella, ma li rimane perché mettiamo nel bicchiere gli altri 3 vini. 2007 massiccio, classico da annata calda ben riuscita, si giocato su frutta scura, ma altrettanto ben equilibrato nelle sue componenti. 2006 forse il migliore, l’annata ha donato struttura ed equilibrio, corpo ed eleganza. 2005, prima annata senza solfiti, è quello che più mi emoziona, colore ancora perfetto rubino limpido senza cedimenti sull’unghia, in bocca ancora giovanissimo, e pensare che è stata una annata di non semplice gestione. (la domanda cattivella era: “non è che è la tua rete commerciale non si lamenta perchè in qualche modo fa parte del progetto collettivo delle Valli Unite? “. La qualità di quello che mi ritrovo nel bicchiere la rende inutile.)

Si è fatto tardi saluto Alessandro e mi porto a casa 2 bottiglie aperte da assaggiarmi con calma. Tranquillamente hanno retto senza particolari attenzioni nella conservazione altri 2 giorni, senza mostrare cedimenti ne nel colore ne nei profumi. Chapeau. Chiudo con una piccola riflessione. Non penso che sia un delitto produrre vini con un poco di solfiti aggiunti, ma sono molto contento quando questo accade, specialmente quando la cosa non è sbandierata ma solo segnalata con una piccola scritta in retro etichetta. Sono anche questi particolari a fare grandi progetti come quelli di Valli Unite, ancora grazie sia per i vini che per l’intero progetto.