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La FAO ha dichiarato il 2014 Anno Internazionale dell’Agricoltura Familiare

Nell’Italia del vino naturale incontriamo spesso aziende che praticano un’agricoltura di piccola scala, alcune specializzate altre miste dove accanto alla produzione del vino troviamo olio, cereali, frutta e verdura o formaggi. In Italia è ancora l’agricoltura di piccola scala che genera il reddito agricolo nazionale, ma paradossalmente anche qui occorre proteggerla.

Header campagna agricoltura contadina

Nel novembre 2013 con un comunicato stampa la FAO: ha nominato “il 2014 Anno Internazionale dell’Agricoltura Familiare per porre in risalto l’enorme potenziale degli agricoltori a livello familiare nella lotta alla fame e per la preservazione delle risorse naturali.” Tradotto: l’agricoltura di stampo industriale favorisce la fame e la perdita delle risorse naturali, ma nonostante questo in Italia e in Europa le leggi agricole privilegiano l’agro-industria. Questo anno si sta per concludere, ma abbiamo ancora qualcosa da fare per sostenere la creazione in Italia di una legge quadro sulle agricolture contadine.

Il 10 ottobre 2013 infatti al Parlamento italiano sono state presentate le Linee guida per una legge quadro sulle agricolture contadine, frutto del lavoro iniziato nel gennaio 2009 all’interno del comitato per la Campagna popolare per l’agricoltura contadina. E’ questo un tema che sta a cuore a molte persone in Italia, per la conformazione geomorfologica delle nostre terre infatti la grande agricoltura industriale è possibile e redditizia solo in pochi territori, mentre la maggior parte del nostro paese si presta ad una agricoltura di piccola scala con appezzamenti di dimensioni ridotti e aziende agricole che si basano principalmente sul lavoro appunto del nucleo familiare. Ed è chiaro da molti anni ormai che sono proprio l’agricoltura contadina o familiare ad avere effetti positivi sulla conservazione del territorio e sulle economie locali.

In concomitanza con l’Anno Internazionale dell’Agricoltura Familiare indetto dalla FAO si è riaperta la raccolta firme a sostegno della legge quadro e ad oggi sono state superate le 5.000 firme, ma occorre continuare a sensibilizzare le persone su questo tema ed essere sempre più numerosi per poter incidere veramente sulle scelte politiche del nostro paese. Potete firmare la petizione seguendo questo link alla Petizione su Change.org

L’agricoltura italiana è sorretta dalla produzione su piccola o piccolissima scala, lo dicono i dati dell’ultimo Censimento dell’Agricoltura: il 67% del reddito agricolo è creato da aziende (non imprese) con reddito lordo inferiore a 10.000€, il 14% da aziende intermedie (tra i 10mila e i 20mila euro). Ma le leggi italiane (ed europee) in merito all’agricoltura non tengono in considerazione questo dato e vengono fatte a misura dell’agroindustria imponendo ai contadini e alle piccole aziende agricole norme che interferiscono con il loro lavoro.

Esiste un numero imprecisato di persone che praticano un’agricoltura di piccola scala, dimensionata sul lavoro contadino e sull’economia familiare, orientata all’autoconsumo e alla vendita diretta; un’agricoltura di basso o nessun impatto ambientale, fondata su una scelta di vita legata a valori di benessere o ecologia o giustizia o solidarietà più che a fini di arricchimento e profitto; un’agricoltura quasi invisibile per i grandi numeri dell’economia, ma irrinunciabile per mantenere fertile e curata la terra (soprattutto in collina, montagna e nelle zone economicamente svantaggiate e marginali), per conservare ricca la diversità di paesaggi, piante e animali, per mantenere vivi i saperi, le tecniche, i prodotti locali e popolate le campagne e la montagna.

La campagna per l’agricoltura contadina vuole difendere questa agricoltura che rischia di scomparire sotto il peso delle documentazioni imposte per lavorare, nonché di regole tributarie, sanitarie e igieniche gravose, del tutto inadeguate e slegate dal mondo contadino. Vuole che la realtà contadina sia riconosciuta, e i contadini e le contadine  siano  qualificati per la loro figura sociale inestirpabile dal territorio; affinché questo bene comune sia ben distinto dalle norme pensate per un’agricoltura imprenditoriale e industriale. Si impegna inoltre per “ottenere la rimozione degli impedimenti burocratici e dei pesi fiscali che ostacolano il lavoro dei contadini e minacciano la loro stessa permanenza sulla Madre Terra”.

La petizione è promossa da Aam Terra Nuova, Campagna popolare per l’agricoltura contadina, Comitato Italiano per l’Anno Internazionale dell’Agricoltura Familiare e chiede al Parlamento di lavorare ad una Legge quadro sulle agricolture contadine:

a) Riconoscendo i caratteri, le funzioni socio-economiche e le pratiche fondanti le agricolture contadine
b) Rinnovando la centralità della figura di coltivatore diretto
c) Sostenendo questo modello produttivo, economico e sociale attraverso- norme di accesso alla terra: l’affitto delle terre demaniali, forme di credito adeguate alle piccole realtà ed alle esperienze collettive di economia solidale, facilitando nuovi insediamenti di giovani e adulti ricchi di progettualità ma poveri di capitali

Sostenere l’agricoltura contadina significa anche affrontare alcuni dei temi caldi della nostra epoca e infatti i promotori dell’iniziativa sottolineano altri importanti aspetti da tenere in considerazione nel momento in cui si va a legiferare sull’agricoltura contadina e chiede:

  • riconoscimento e valorizzazione di sistemi sementieri informali e territoriali ai fini dell’agrobiodiversità e autonomia produttiva per le varietà non industriali
  • sostegno specifico alle coltivazioni agroecologiche di varietà libere da brevetti
  • norme semplificate per la produzione, trasformazione e vendita dei propri prodotti
  • accesso ai mercati locali e modelli di garanzia partecipata
  • semplificazioni e adeguamento fiscale
  • riorientamento degli interventi PAC e dei programmi di sviluppo rurale rendendo organiche le misure previste per piccole aziende ed aree svantaggiate.

La petizione si presenta con queste parole: “Difendiamo chi protegge la biodiversità, salvaguarda il nostro territorio e la sovranità alimentare. Il territorio italiano è storicamente caratterizzato da una pluralità di sistemi agrari. Questa multiformità e capillarità rappresenta una specificità italiana. Su di essa si fonda il patrimonio di grande ricchezza e biodiversità delle produzioni agricole. Essa è anche il presidio più sicuro per il mantenimento dei territori montani e collinari, svolgendo una pluralità di funzioni tuttora insostituibili.I modelli contadini sono strutturalmente più adeguati per fermare il continuo spopolamento agricolo delle aree interne riportandovi lavoro ed occupazione, riutilizzando le risorse territoriali e riducendo di conseguenza i costi ambientali (assetto idrogeologico, manutenzione dei suoli, tutela della biodiversità) e ricostruendo paesaggi sociali rurali. Nelle aree ad agricoltura intensiva, possono essere invece alternativa concreta di riconversione e di ricostruzione di agrobiodiversità.”

Nei link che seguono trovate molto interessante materiale per approfondire questo argomento.


 Risorse esterne

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