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Veronelli, dieci anni dopo la morte 2

Gino Veronelli

Ci avviciniamo al decennale della morte di Gino Veronelli. Era il 29 novembre 2004 quando lasciò il vuoto.

Già, perché se mi giro indietro a guardare cosa sono stati questi ultimi 10 anni senza la voce critica di Luigi Veronelli non vedo nessuno che abbia raccolto con la stessa forza, lucidità e determinazione la sua eredità. I suoi ultimi scritti sono di un’attualità ingombrante, le strade che aveva intravisto e che aveva iniziato a tracciare negli ultimi anni della sua vita rimangono, ma purtroppo svuotate della sua lungimiranza e della sua visionarietà: contrario alle DOC aveva intuito la strada delle Denominazioni Comunali, localizzare e legare al territorio le produzioni agricole e alimentari artigianali, ma nel campo del vino i Consorzi di Tutela fanno ancora il bello e il cattivo tempo; contrario allo strapotere della distribuzioni e dei suoi ricarichi ha intuito la strada del prezzo sorgente per salvaguardare la produzione agricola, ma la strada era molto difficoltosa e in mancanza di una guida carismatica è stata percorsa in modo disorganico;  metteva in guardia dagli OGM e dalla globalizzazione produttiva, dalle etichettature fuorvianti dei prodotti alimentari, ribadiva la necessità di una rinascita contadina in Italia e non solo.

Lo sponsorizzatissimo comitato per il Decennale di Veronelli ha dimenticato il rifiuto di Veronelli per il Wine & food business, ha dimenticato gli anni 2002-2004  in cui ha scritto per il settimanale Carta (la cui redazione vive oggi nel sito Comune-info.net) e vissuto con i ragazzi dei centri sociali esperienze come quelle del Critical Wine (di Verona prima e del Leoncavallo poi). Ha dimenticato che il testimone Veronelli l’ha passato proprio a chi sapeva diceva no all’agroindustria e con loro ha scritto “I 12 atti della sensibilità planetaria” contenuti nel libro “Terra e Libertà / Critical Wine“.

I temi sono quelli evidenziati anche dagli oppositori al WTO che in Italia abbiamo conosciuto con Genova 2001. Non credo sia un caso se gli anni del cambiamento di Veronelli seguono l’esperienza di Genova 2001, lì ha trovato persone che navigavano nella sua stessa direzione e con loro ha proseguito il suo cammino.  Ma l’abbandono di Veronelli degli schermi televisivi e delle importanti testate giornalistiche, all’apice della notorietà e quando era un personaggio riconosciuto da tutti, coincide con un cambiamento forte della nostra società, con il predominio delle grandi multinazionali, dell’agroindustria e della perdita delle identità territoriali, forse quello per Veronelli non era più il posto in cui raccontare la realtà.

Ha lasciato il vuoto dicevo all’inizio, ma ha seminato molto. E molti hanno raccolto le sue intuizioni, ciascuno a modo proprio.

Nei suoi 78 anni di vita ha dato stimoli a molte persone sedendo a tute le tavole. Nato nel 1926 al quartiere Isola di Milano, Luigi Veronelli ha attraversato la Seconda Guerra Mondiale come un ragazzo, nel 1956 diventa editore (l’anno successivo va in onda sulla RAI “Viaggio nella valle del Po. Alla ricerca dei cibi genuini” di Mario Soldati, prima trasmissione televisiva dedicata al cibo) e poi giornalista. Negli anni Ottanta Veronelli viene condannato a sei mesi per aver indotto alla rivolta i contadini piemontesi, persuadendoli a occupare l’autostrada e la stazione di Asti come gesto di protesta nei confronti dell’indifferenza mostrata dalla politica verso i piccoli produttori. Nell’Italia del cambiamento e della perdita delle radici sempre più veloce ed estrema dagli anni Cinquanta ad oggi, il suo sguardo attento ci ha regalato un modo di guardare al cibo e di assaggiare il vino molto profondo, ciò che prima era dato per scontato (il sapore, il sapere, la qualità dell’alimento) ha ricevuto nuova attenzione grazie a lui nel tempo del cibo – e del vino – sempre più industriale. Questa è stata – sempre – la sua battaglia e questa quella che alcuni di noi possono portare avanti.

La critica profonda dei suoi ultimi anni, l’enorme sensibilità, il senso di responsabilità individuale prima che collettiva sono la sua importante eredità.

 


Approfondimenti

Estratto da Terra e Libertà /Critical Wine – Derive e Approdi edizioni sul sito di Lario Critical Wine

“Ricordo di Veronelli” di Massimo Angelini sul sito della Quarantina

 

2 thoughts on “Veronelli, dieci anni dopo la morte

  1. Rispondi centro studi Pier Carlo Masini Ott 20,2014 9:24 pm

    Il centro studi Pier Carlo Masini di Bergamo, che vi ricordo fu fondato ed ebbe come presidente proprio Gino Veronelli, organizza i giorni del 29 e 30 novembre una due giorni di incontri, dibattiti, degustazioni vini e cibi direttamente dai vignaioli e contadini a pranzo e cena, per diffondere cultura libertaria, in ricordo di tante battaglie culturali e politiche. Presso la cascina autogestita popolare in via ponchia n°8 in città di Bergamo, quartiere Monterosso.

  2. Rispondi Barbara Pulliero Ott 27,2014 6:00 pm

    Grazie per la segnalazione!

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