vini, persone, territori, tradizioni

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Wwoof, un altro modo di vivere natura e agricoltura

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Si parla molto oggi di un ritorno dei giovani all’agricoltura, c’è in effetti un movimento di ritorno alla terra che viene però principalmente da persone nate e cresciute in città senza legami diretti con il mondo agricolo o qualche volta saltando una generazione: i nipoti tornano sulla terra dei nonni. Il modo in cui si torna sulla terra è molto importante, per chi vuole fare un’esperienza in aziende agricole biologiche esiste un’associazione che mette in relazione produttori agricoli biologici e o biodinamici in diversi paesi del mondo e persone desiderose di avvicinarsi al mondo agricolo o di approfondire le proprio conoscenze mettendole a confronto con quanto avviene in altri climi e altri territori. Stiamo parlando dell’associazione Wwoof che ogni anno consente a migliaia di persone di viaggiare attraverso i mondi agricoli. Abbiamo chiesto a Claudio Pozzi, presidente si Wwoof Italia, quanti sono i viaggiatori che ogni anno intraprendono questa esperienza.

Claudio Pozzi: Difficile rispondere con esattezza, perché le relazioni nascono direttamente tra i soci viaggiatori e i soci aziende agricole disposte ad ospitarli per la loro esperienza e il loro viaggio. Non conosciamo tutti i soci viaggiatori perché arrivano in Italia da tutto il mondo, invece qui in Italia siamo riusciti a costruire una robusta rete di relazioni con le aziende agricole grazie alla presenza di coordinatori regionali che ci consentono di conoscerle meglio. Questa conoscenza per noi è importante, infatti fare wwoofing secondo noi deve avere motivazioni forti, anche se i viaggiatori possono aiutare nei lavori agricoli e le aziende ospitanti danno ospitalità ai viaggiatori questo non deve essere scambiato da nessuna delle due parti come un modo per fare una vacanza gratis o per avere manodopera gratuita. Siamo molto attenti su questo punto e a volte basta una chiacchierata per chiarirsi sui reali obiettivi.

Sorgentedelvino.it: Quali sono le motivazioni che spingono i soci ad attivarsi?

Claudio Pozzi: Le motivazioni sono molto diverse e personali, per molti viaggiatori la molla principale è la voglia di imparare un metodo agricolo o anche semplicemente una lingua. Per le aziende agricole la scelta di ospitare i wwoofer di solito è motivata dalla propria scelta di vita: se una persona è convinta della scelta fatta, di lavorare in agricoltura con metodi naturali, spesso ha anche voglia di far conoscere questo modo di lavorare e vivere. Per qualcuno ospitare i wwoofer è un modo per rompere l’isolamento: molti hanno scelto questa strada non per tradizione familiare e a volte si sente la mancanza di stimoli culturali e umani che in campagna non si hanno più, ospitare wwoofer consente uno scambio con altre culture e di conoscere nuove persone e nuovi mondi.

Sorgentedelvino.it: Quanti sono i soci in Italia?

Claudio Pozzi: Circa 500 aziende concentrate maggiormente al centro Italia, Marche, Toscana, Umbria. Al 90% l’associazione cresce per passaparola: i soci ne parlano con amici che ritengono sensibili e li avvicinano a questa idea, a questo modo di trasmettere e condividere i propri valori. Per la prima volta l’anno scorso i viaggiatori italiani sono stati i più numerosi di tutta la rete superando addirittura gli Statuì Uniti che avevano sempre avuto questo primato. Certamente questo denota una crescita di interesse, ma è anche un preoccupante segno dei tempi: le persone hanno più tempo da dedicare a questo perché manca il lavoro.

Sorgentedelvino.it: E’ un modo per avvicinarsi all’agricoltura?

Claudio Pozzi: Molte persone che hanno fatto un’esperienza di Woofing e poi hanno avviato la propria impresa agricola. Questo più all’estero che in Italia a dire la verità perché in Italia l’accesso alla terra è difficile, troppo costoso. Su questo tema stiamo lavorando anche insieme ad altre associazioni, ad esempio Genuino Clandestino, Rete semi rurali, Banca Etica, Movimento della Descrescita, tutte persone e realtà che possono fare crescere movimenti locali.

Abbiamo incontrato molti wwoofer visitando le aziende agricole, sia ragazzi che persone meno e abbiamo potuto vedere in prima persona come si creino dei rapporti personali molto forti, forse anche per questo ci è venuta voglia di parlarne e di raccontarlo, ci siamo scontrati spesso con il problema della rottura di quel filo che legava le generazioni e consentiva la trasmissione dei saperi agricoli, saperi che oggi si stanno perdendo. Anche questo è un modo per ricreare quel filo di relazione umana indispensabile all’agricoltura. Per chi ha tempo e voglia questa è un’esperienza di vita che vorremmo assolutamente consigliare, per maggiori informazioni su Wwoof potete fare riferimento al sito dell’associazione www.wwoof.it

 

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