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Cotarella “uom fatale” del vino industriale italiano

“così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,
muta pensando all’ultima
trovata dell’uom fatale”

Articolo Cotarella su Vino e dintorniL’imperiale e napoleonico Cotarella ne ha combinata un’altra: il 16 maggio nella sede dell’AIS di Roma ha dato l’annuncio che lui in prima persona è finalmente arrivato a salvare il mondo producendo “vini naturali senza solfiti”. Questo non sarebbe un problema, capita ogni giorno che qualche stolto (o furbetto) dica cose non vere. Il problema nasce quando lo stuolo di giornalisti, sommelier, associazioni ed enti vari attraverso i mezzi di comunicazione di massa (e non solo) si presta ancora una volta ad eseguire disciplinatamente i comandi venuti dall’alto senza la minima vergogna per le inesattezze ancora una volta distribuite a un pubblico che ha ormai perso il contatto diretto con il fare le cose, che non distingue più un alimento vero da uno di sintesi. Che non si pone il problema di cosa significhi sostenibilità o del perché oggi l’industria italiana del vino si stia appropriando di questo termine (magari si appropriasse anche delle modalità produttive!!).

Il web si è riacceso leggendo l’articolo a firma Settefonti pubblicato sul numero 9 del periodico “Vino e dintorni” di cui è vicedirettore, se proprio volete potete leggerlo integralmente cliccando qui e sfogliando fino a pagina 20. Qui giocano i giganti, giocano con le parole e con la vita delle persone in nome del business, avevamo previsto anni fa che sarebbe successo e ora che la nuova PAC (strumento europeo per la distribuzione dei fondi all’agricoltura) sta entrando in vigore i giganti sono pronti a giocare il loro gioco. Chi volesse approfondire invito alla lettura dell’articolo del 2010 “L’avanzata del bio-business. Storia di fortuite e fortunate coincidenze

Come bevitori di vino e non di una bevanda a base di uva potremmo cominciare a difenderci da queste prese in giro, esistono leggi a tutela dei consumatori, esistono associazioni di tutela dei consumatori e se da consumatori informati ne sappiamo un po’ più degli altri forse è arrivato il momento di dire le cose come stanno e pretendere onestà. Siamo così percossi e attoniti da restare muti, ma è solo un momento passeggero!

 

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