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Sentenza Giboulot: colpevole, ma…

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Oggi 7 aprile 2014 il tribunale di Dijon si è espresso sul caso di Emmanuel Giboulot ritenendolo colpevole, ma riducendo la multa a soli 500€. Questa drastica riduzione della pena sembra quasi l’assoluzione di un giudice che non potendo fare diversamente ha però colto il succo del problema, ovvero una legge ingiusta per la popolazione e un viticoltore che pur non avendola rispettata (e di questo è colpevole) ha però agito nell’interesse della collettività.

Giboulot ba deciso di ricorrere comunque in appello perché non si ritiene affatto colpevole e questo suo gesto può essere davvero un atto di difesa della libertà contadina in Europa. Saremo quindi con lui fino in fondo come le oltre 520.000 persone che da tutta Europa hanno firmato l’appello a suo sostegno.

Proprio in questi giorni abbiamo avuto conosciuto Giboulot dal vivo a Cerea nel corso di Vini Veri 2014 e di apprezzare l’immediatezza e lo sguardo aperto e sincero di una persona molto consapevole delle proprie scelte: “Avrei potuto – ha detto durante l’incontro di sabato in Italia – trattare con il piretro, insetticida consentito in agricoltura biologica, ma questo oltre ad essere letale per la cicalina lo è anche per le api ed altri insetti presenti nel vigneto. Sono tantissimi gli insetti presenti in un ambiente naturale e l’equilibrio che hanno creato è frutto di millenni di storia di coesistenza e non sono 50 anni di agricoltura chimica che ci fanno capire cosa distruggiamo.”

Una posizione molto umile a cui aggiungiamo un’altra riflessione: è civile difendere la proprietà privata dei viticoltori a discapito della salute dei cittadini?

Avrebbe potuto fingere di trattare, come fanno molti agricoltori in Francia e pure da noi, acquistando il prodotto per poi smaltirlo più o meno legalmente, invece no ha deciso di non prendere scorciatoie, ma di sostenere la propria posizione fino in fondo. Complimenti.

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