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Gastronauti, di Luigi Veronelli, estate 2003

Riprendiamo, di questi tempi, una parte del Mirabò scritto da Luigi Veronelli sul nr. 71 della rivista Veronelli EV uscito nell’estate del 2003. Potete leggere online i numeri della rivista dal 2002 al 2006, davvero un bell’archivio di pensieri, informazioni e osservazioni sul mondo vitivinicolo, della ristorazione, della gastronomia e dell’ospitalità”

Gastronauti

La lettura – per me così difficile (a causa degli occhi che si spengono) – è pur necessaria. Ti rivela, ad esempio, chi è, nel reale, tuo amico e nemico. La riconoscenza – si sa – è la meno frequentata delle virtù. Angelo Paracucchi – che mi deve (sul piano della fama, oltre, va da sé, la sua bravura), quasi tutto – chiede a Davide Paolini, più noto come il gastronauta, la prefazione al suo libro “La cucina fra creatività e tradizione”, edito dalla Sperling & Kupfer. Davide Paolini la scrive con qualche indecenza e dimentica – ma forse, da quel giornalista così informato, non lo sa – che Angelo Paracucchi fu scoperto – letterale: scoperto – da me, preceduto, forse, da una nota di machiavello (non confonda il nome, che non ricordo), inviato nientepopodimenoche, per premio, da Enrico Mattei. Non conoscevo Mattei, ma era, negli anni della mia collaborazione, un buon lettore di “Il Giorno”. Anche Angelo Valentini ha poca memoria (per lui che non fa il giornalista, non è un dovere). L’altro Angelo – il Paracucchi – fu chiamato, da me, in persona, alla prima delle sue trasmissioni televisive. Non conosco Ugo Milia. Certo un velleitario. Alla lettura ho subito chiamato – com’è mia costante abitudine – “il colpevole”. Nel caso, Angelo Paracucchi. Per una serie di congiunture, ha passato le bozze – nella fiducia erronea per il gastronauta – senza leggerle. Le ha lette, di contro, Francesca, sua moglie. Lui e lei – umiliatissimi – mi hanno fatto le scuse. Né lui, né lei, presupponevano l’indecenza (giornalistica) di quello. Altri commenti non sono possibili. Utilizzerei – con grande scandalo di un mio amico, non nemico, Cesare Pillon – pressochè tutto il penultimo volume del dizionario di Salvatore Battaglia (se non è suo, quantomeno lo appare) dedicato alle “Metafore, eufenismi e trivialismi”. “Lo chiamo el liogo topico, / la bossola, la nautica, / luogo che ‘l sorze pratica, / la spada da portar” (Giorgio Baffo, Venezia 1694-1768). Non credo peraltro, che il gastronauta sappia portare spade.

Autore: Luigi Veronelli