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L’agricoltura biodinamica alla ricerca di una strada comune

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A metà di giugno di quest’anno un ampio gruppo di agricoltori biodinamici – non solo vignaioli – da diversi paesi europei si è riunito in Toscana attorno ad Alex Podolinski, fondatore di Demeter Australia, per delineare alcune proposte da portare a Demeter International con l’intento di trovare una strada comune per ridefinire alcune pratiche della biodinamica in Europa. Le proposte e le riflessioni nate da questo incontro si possono leggere nella lettera riportata integralmente in questo articolo.


Gentili Signori,

il 14 giugno del 2012 un certo numero di agricoltori biodinamici provenienti da tutta Europa si è riunito in Italia per discutere il futuro dell’agricoltura biodinamica in Europa.

SITUAZIONE ATTUALE

Attualmente, ci sono vari metodi di agricoltura biodinamica in Europa. Uno seguito dalla maggior parte di chi ha praticato biodinamica fino ad oggi in Europa e uno ispirato al metodo di Alex Podolinsky. Tuttavia, solo un insieme di norme è valido, rappresentato dagli standard internazionali Demeter. Inoltre, solo la Certificazione Demeter International e la relativa Ispezione è presente in Europa. Vi è un gran numero di agricoltori in tutta Europa che pratica il metodo Podolinsky, in quanto hanno riscontrato risultati visibili sul miglioramento del suolo e dell’espressione della pianta, sulla qualità dei prodotti dove molti ritengono che altri gli metodi falliscano, ma sono registrati e certificati da Demeter International a causa della mancanza della certificazione australiana in Europa. Ci sono altri agricoltori che, anche se praticano la biodinamica seguendo le norme australiane, non hanno alcuna certificazione biodinamica, perché ritengono che Demeter International non abbia alcun controllo, né una certificazione idonea a convalidare il metodo ispirato a Podolinsky. Poiché il numero degli agricoltori e dei terreni coltivati a tale prassi biodinamica cresce, così come l’esigenza dei consumatori di avere prodotti migliori, una soluzione deve essere trovata. Dal punto di vista del consumatore, un marchio registrato è garanzia di uniformità nella qualità. Variazioni all’interno dei diversi metodi di biodinamica potrebbero comportare differenze di qualità del prodotto finale Demeter certificato. Demeter International è un esempio contemporaneo di cooperazione basata sull’impegno, trasparenza e indipendenza regionale (cit. sito web Demeter International). Seguendo questo ideale crediamo che creare una nuova organizzazione biodinamica in questo momento servirebbe solo a confondere i consumatori, e le conoscenze preziose che sono state raccolte in tutti questi anni non sarebbero condivise. I metodi si metterebbero i bastoni tra le ruote invece di arricchirsi a vicenda. Un modo di pensare e di agire che non servirebbe alla biodinamica e di sicuro non sarebbe in linea con quanto Steiner ha detto, ignorando il lavoro di Kolisko, Pfeiffer e Podolinsky tra gli altri.

Così abbiamo formato una commissione temporanea nel corso di una riunione in Italia. Compito principale della commissione è quello di comunicare con il maggior numero possibile di persone coinvolte in fattorie biodinamiche. Formata da agricoltori provenienti da diversi paesi, persone coinvolte nel marketing e, infine, con il metodo di certificazione. Questo, insieme alla nostra esperienza e conoscenza personale ha creato una proposta che cercherà di portare Demeter più vicino agli agricoltori, unire entrambi gli standard, e ottenere l’accettazione da parte degli agricoltori biodinamici in tutta Europa.

Di seguito la proposta che abbiamo messo a punto:

PROPOSTA

La proposta ha due sezioni. La prima sezione è incentrata sui principi mentre la seconda è più tecnica e per il momento ha un maggior accento sulla produzione vegetale. A tempo debito, porteremo le nostre proposte sui funghi, la produzione animale (compresi le api), la trasformazione, il commercio, ecc. Come è presentato a voi, sarà presentato a Demeter International, Demeter Australia, a tutte le organizzazioni Demeter nazionali europee, nonché ai singoli agricoltori biodinamici e/o associazioni di agricoltori.

PRINCIPIO

1. Riteniamo che la struttura del suolo e l’espressione pianta superiore deve essere menzionata chiaramente come uno dei criteri di controllo e certificazione. Di certo si farà un corso di formazione per gli ispettori in modo che sappiano cosa stanno cercando. Ad un certo punto sarà importante arrivare ad essere in grado di certificare il risultato aziendale e non solo il metodo.

2. Preparati. Noi crediamo che gli standard internazionali Demeter non stanno mettendo abbastanza enfasi sul modo in cui dovrebbero essere preparati, conservati e utilizzati. Demeter Int., richiede agli agricoltori di allestire i propri preparati (cosa che non dovrebbe essere obbligatoria) e/o di avere vacche nei loro campi/aziende anche se sono spesso recluse in una stalla. La presenza di una mucca dovrebbe essere facoltativa e non obbligatoria. Noi crediamo (e così ha fatto E. Pfeiffer) che persone specializzate dovrebbero avere il compito di allestire i preparati, dal momento che ottenere adeguati preparati è troppo in termini di tempo per la maggior parte degli agricoltori e richiede conoscenze specifiche. Un’autorizzazione e un’ispezione dovrebbero essere a disposizione di chiunque voglia fare i preparati sia per uso personale che per la vendita, per assicurarsi che funzionino realmente.

3. Siamo convinti che insieme con l’uso di compost, che deve avere l’aspetto di humus colloidale, sia riconosciuto un registro di compostaggio.

4. Il 500 Preparato deve essere formalmente accettato e il suo uso dovrebbe essere riconosciuto come una combinazione qualitativa dei preparati per il compost ed il 500, specialmente per l’ottenimento di una buona struttura del suolo.

5. Dinamizzazione. Il modo corretto si ottiene mescolando dal centro verso l’esterno, creando il caos spumeggiante come Steiner ha descritto. L’uso di macchine specifiche, per riprodurre esattamente ciò che viene fatto a mano dovrebbe essere consentito (in rame, acciaio inox, argilla o legno). Il mescolamento a mano/scopa/bastoncino deve essere accettato per piccole aziende e per dimensioni più grandi l’agricoltore deve dimostrarne la possibilità (cioè per coprire la sua superficie solo con agitazione a mano).

TECNICA

1. L’uso del mesentere va chiaramente menzionato nella preparazione del 506.

2. L’utilizzo del 501 dovrebbe essere obbligatorio almeno una volta in ogni stagione di crescita e tutte le volte che la fase vegetativa ed il clima lo permettono, unica eccezione per le condizioni particolari (es. situazioni di luce intensa come in Australia o per le colture con breve periodo di crescita). Dovrebbe essere spruzzato in aria e non sulla pianta, quanto più alto possibile. Le preparazioni a spruzzo devono essere applicate, come per il 500, con attrezzature appositamente dedicate.

3. La coltivazione del suolo. Dovrebbe essere obbligatorio l’utilizzo delle macchine a bassa velocità in modo tale che non distruggano la struttura del terreno. L’uso di zappatrici, motozappe e coltivatori a disco dovrebbe essere riesaminato.

4. Utilizzo di trappole per le mosche, ad es. la mosca dell’olivo (Dacus), la mosca della frutta (Keratis capitata), della ciliegia, ecc. Ci sono diverse trappole: con colla e/o feromoni e trappole trattate con piretrine sintetiche. Evitando il contatto con il seme (come consentito dal regolamento UE) dovrebbero essere consentite.

5. Rotenone (da Derris Eliptica), non dovrebbe essere consentito in biodinamica. Diversi studi dimostrano un’azione cancerogena.

6. Azadiractina (Neem) dovrebbe essere consentito per tutte le colture come repellente e come pesticida naturale derivante dalla pianta Neem ed anche da quelle della famiglia Melia spp. (che si trova nei paesi del Mediterraneo). Dovrebbero essere preferiti al B.Thurigensis (sospettato di essere OGM e che crei resistenza) contro la famiglia dei Lepidotteri.

7. Utilizzo del rame. Il rame non dovrebbe essere incoraggiato, ma dovrebbe essere consentito al tasso di 3kg/Ha/Anno su una media di 5 anni. Verdure e patate incluse. Nel caso in cui un agricoltore superi tale quantitativo, un comitato dell’organismo di certificazione dovrà esaminare ogni singolo caso e poi prendere una decisione a riguardo. Sappiamo che questo aspetto ha creato un sacco di discussioni in diversi paesi, ma fino a quando non siamo in grado di fornire agli agricoltori un prodotto alternativo, non possiamo evitarlo.

ALTRI ASPETTI

I metodi di conservazione, utilizzo, spruzzo dei preparati e anche di allestimento saranno analizzati più nei dettagli nelle discussioni future. Vogliamo proporre una guida di buone pratiche. Ciò non entrerebbe a far parte degli standard ma potrebbe essere allegato come appendice. Il ruolo del CONSULENTE. Prima di tutto dovrebbe essere indipendente (non avere conflitti di interessi). Secondo, dovrebbe essere un esperto in agricoltura biodinamica con un minimo di 3 anni di prassi biodinamica (coltivazioni e/o allestimento dei preparati). Una proposta sarà che l’agricoltore agli inizi venga monitorato e aiutato da un contadino biodinamico con esperienza, se possibile, della stessa area. L’esperienza può essere dimostrata con la partecipazione a gruppi di agricoltori biodinamici, anni di pratica, ecc. Un buon agricoltore biodinamico è un agricoltore ben informato e istruito sui principi e risultati della biodinamica. Non possiamo sottolineare abbastanza la necessità di modi per migliorare lo stato contadino di consapevolezza in grado di garantire l’adeguata applicazione dei principi biodinamici.

COSTI. L’agricoltore biodinamico deve pagare anche la certificazione biologica, il costo di Demeter del suo paese (o Ente di certificazione affiliata) e Demeter Int. Bisognerebbe trovare il modo in cui i costi vengano limitati e abbassati con il crescere ed il diffondersi dell’uso e della conoscenza dell’agricoltura biodinamica e non si limitarsi a causa dei costi elevati. Inutile dire che in molti casi i consulenti devono essere pagati, incrementando ancora di più le spese che un agricoltore ha.

CONCLUSIONI

Sopra indicati, ci sono i punti fondamentali, il loro obiettivo è quello di avviare una discussione. Siamo consapevoli che in molti casi un periodo di transizione sarà necessario. Il nostro obiettivo è quello di mettere giù i punti principali su cui raggiungere un accordo. Il modo in cui queste regole andranno rispettate e applicate, in termini pratici, sia per l’allevamento, ma così come per le norme, le procedure di ispezione ecc, sarà e dovrebbe essere discusso in un secondo momento. Resto in attesa per la vostra opinione a riguardo il più presto possibile, a nome del comitato.

DIMITRIS DIMITRIADIS