torna su

Le tipologie della Barbera

Dal bicchiere quotidiano alla riserva da invecchiamento, dal vivace al passito dolce, dal vino dozzinale a quello di fascia alta, è il vitigno più flessibile d’Italia. Ci si può ricavare tutto e forse ancora di più.

Come esempio abbiamo preso ( e bevuto con grande piacere) i vini di Bruna Ferro, azienda agricola Carussin di San Marzano Oliveto – Asti, che di barbere ne produce ben 5 tipologie.

La barbera è un vitigno generoso in vigna forse anche troppo, specialmente se innestato su portainnesti non adatti ad una produzione di qualità abbinando a questi varietà ad acino e grappolo grosso. Invece scegliendo varietà a grappolo piccolo con il portainnesto adeguato si ottengono uve di ottima qualità, anche se la quantità di zucchero è, volte decisamente abbondante.

grappolo di barbera

Basilare resta la scelta del terreno su cui impiantare, terre ricche di scheletro, con poca materia organica a disposizione daranno uve di ottima qualità.

Richiede zone parecchio arieggiate, ma riparate dalle gelate primaverili. E’ molto sensibile al fitoplasma della flavescenza dorata, sensibile alla tignoletta ed agli acari, tollera abbastanza bene peronospora un po meno l’oidio.

Teme le piogge nei periodi di fine maturazione che rendono il vitigno molto sensibile alla botrite e al marciume acido.

Caratteristica principe della barbera è l’alta acidità, abbinata ad un buon contenuto di antociani, al contrario basso invece il contenuto di tannini. Ed è proprio questa acidità che caratterizza (o meglio dovrebbe caratterizzare) il vino.

Purtroppo i disciplinari non proteggono e rispettano questa caratteristica, anzi paiono esser stati scritti per internazionalizzare questo vino, permettendo acidità innaturali (4.5 gr/l) oltre ai tagli con altre uve rosse ammesse alla coltivazione dalla regione Piemonte.

Proviamo ad analizzare i descrittori delle varie tipologie, sempre tenendo con di vini 100% barbera, partendo dai più giovani e semplici.

Barbera d’annata da iniziare a consumare a fine estate dopo la vendemmia (solitamente ferma, rare volte leggermente vivace), colore rubino limpido, naso giocato su ciliegia croccante e burro di cacao. In bocca regnano sovrane acidità e sapidità, finale abbastanza corto, molto pulente. Adatto a tutto pasto, bellissimo l’abbinamento ai salumi cotti grassi, come salame cotto d’oca, cotechini e simili, ma anche a primi piatti tradizionali come la Paniscia, risotto con cotenne salsiccia e fagioli. Classico esempio da noi assaggiato l’ “Asinoi” base vinificato e affinato in acciaio, caratterizzato da una semplicità per nulla banale. 12° di alcol da servire fresco di cantina.

Il vino d’annata può essere anche un poco più importante, sempre affinato in acciaio o in botte grande, magari proveniente da vigne più anziane meno produttive, con caratteristiche organolettiche molto simili al fratello minore ma con una struttura un poco più impegnativa. Matrimonio d’amore con carni grasse arrosto, come cosciotto di maialino, oca arrosto, coniglio disossato e lardellato, oppure per rimanere alla classica cucina piemontese un carrello di bolliti misti. Giusto con questo piatto abbiamo assaggiato la “Lia vi” sempre di Bruna Ferro, un barbera di 13° che ha assolto felicemente al compito di accompagnare i vari tagli del bollito misto, pulendo perfettamente la bocca tra un assaggio e l’altro.

Le 5 tipologie di barbera assaggiate

Veniamo a quella che io considero la Barbera più rappresentativa del vitigno e della tradizione piemontese. Affinamento in botte grande, messa in commercio un paio di anni dopo la vendemmia almeno. Questo vino riesce a mantenere freschezza, seppur dotato di corpo e di una struttura notevoli. Anche il naso si fa più complesso, spesso alla ciliegia e al burro di cacao (che si fa lieve) si aggiungono piccoli frutti rossi come ribes o lampone, piccoli sbuffi di cuoio e gradite piccole note animali. Bevuto a 4-5 anni dalla vendemmia trovo sia di una piacevolezza e di una facilità di beva assolute, specialmente se abbinato a grandi piatti di carni rosse come brasati, stufati o a piatti di cacciagione dii pelo come una bella lepre in salmì. Noi abbiamo accompagnato uno spezzatino di manzo (in bianco, senza aggiunta di pomodoro) con “La tranquilla” 2008. Bottiglia asciugata in due rapidamente. Anche troppo rapidamente.

La Barbera sa essere anche un vino parecchio longevo, e vai, se l’annata lo permette, con la riserva. Dalle migliori uve aziendali vinificate con lunghe macerazioni sulle bucce, affinate prima in botte grande o tonneaux, poi per lunghi anni in vetro riesce a dare il meglio ad una decina d’anni dalla vendemmia. Il vino si fa decisamente importante, aromi complessi sono riscontrabili al naso, spezie cuoio si soprappongono al frutto rosso. Grazie all’acidità donata dal varietale il vino riesce a conservare una spiccata bevibilità, nonostante l’alcol spesso raggiunga gradazioni elevate. Noi abbiamo assaggiato, sempre di Carussin la “Ferro Carlo” 2006 ancora giovanissima, accompagnata da un formaggi stagionati d’alpeggio. Potete tranquillamente abbinarla anche a piatti importanti di carne, selvaggina da pelo, un gran carrello di arrosti misti. Ricordatevi di stappare la bottiglia almeno un paio d’ore prima di servirla specialmente se il vino è parecchio invecchiato.

Da uve appassite, tipologia poco diffusa, il passito dolce. Da meditazione o da abbinare a formaggi stagionati oppure ad una crostata con marmellata di frutti di bosco. Abbiamo asssaggiato il “Respiro di Vigna” 2004, naso di frutta rossa fresca, complesso. Straordinaria la bocca, l’acidità sorregge la massa zuccherina, mai stucchevole. Una ulteriore strada aperta per il grande vitigno.

Finisce qua (per ora) il nostro viaggio nella barbera, vogliano solo ricordare che questo splendido vitigno ha le proprie caratteristiche che non devono essere snaturate per farlo assomigliare ad altro, deve resistere all’omologazione e internazionalizzazione del gusto. E’ l’unica strada percorribile, le altre sono perdenti.

Ringraziamo ovviamente Bruna Ferro dell’azienda agricola Carussin per averci messo a disposizione i campioni dei sui vini e buona barbera a tutti!