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Progetto Sassetta, un passo indietro per andare avanti

sassetta, scorcio del paese in provincia di livorno

Sassetta è un paese dell’entroterra livornese, in Val di Cornia a 330 metri sul livello del mare e come tutti i paesi dalla tradizione agricola e artigianale ha subito nel corso degli anni un progressivo spopolamento e un conseguente impoverimento. L’attuale amministrazione comunale sta lavorando su un progetto di riqualificazione inizialmente proposto da Daniele Mazzanti, titolare dell’azienda agricola biodinamica Podere la Cerreta e assessore all’ambiente e alle energie rinnovabili del comune di Sassetta. Andando a parlare di viticoltura ed agricoltura come beni comuni abbiamo voluto partire proprio dalle idee e dai progetti che stanno alla base di un progetto pragmatico e concreto messo in atto in un territorio come in Italia ce ne sono davvero tanti nella speranza che queste piccole grandi idee possano fungere da stimolo anche per altri territorio ancora legati ad un’idea di sviluppo “para-industriale”, la stessa che negli ultimi decenni ha contribuito proprio al degrado delle aree rurali italiane.

Il Progetto Sassetta nasce dal desiderio inconfessato degli attuali amministratori della comunità di Sassetta di voler riorganizzare una collettività facendo risorgere la sua memoria storica e culturale, un progetto che si fonda sul prezioso principio dell’armonia. Tutto il retaggio culturale di Sassetta deriva, senza eccezione alcuna, dalla storia colturale e boschiva delle sue genti. Il passato è tutto lì – tra i campi e la macchia – ad assistere a un presente che non prende il volo, perché vincolato dall’incapacità di svilupparsi. La comunità sassetana ha bisogno di una nuova identificazione. O meglio, ha bisogno di riscoprirla, attraverso la memoria. Il substrato sociale e culturale si è inaridito col trascorrere degli anni a causa dell’assenza di strutture, della mancanza di un sostegno economico forte e talvolta delle occasioni mancate.

Progetto Sassetta vuole fare un passo indietro per poter andare avanti mettendo in pratica un progetto visionario, ma pragmatico che prevede la messa in gioco di sette fattori sostanziali: · Agricoltura · Didattica · Cultura · Arte · Artigianato · Energie rinnovabili · Turismo Tutti e sette questi elementi vanno a completare un quadro d’insieme che li rende assolutamente indivisibili. Ognuno di essi è saldamente legato agli altri, ne è il complemento e il completamento. Progetto Sassetta è composto da micro – progetti concreti che operano in assoluta sinergia tra loro.

Agricoltura

L’ambiente è il protagonista assoluto del territorio di Sassetta. E grazie all’acquisizione del demanio da parte del Comune di Sassetta, si può procedere con un piano di valorizzazione mirato. La risorsa è eccellente, con una biodiversità eccezionale ed equilibrata. Questo porta alla possibilità di valorizzare l’attività agricola del luogo attraverso un’ottima energia di base e a un valore organolettico del prodotto superiore. L’idea è quella di instaurare una filiera corta che permetta al sistema di bastare a sé stesso, senza però confinarsi in un circuito chiuso. La filiera corta prevedrebbe l’utilizzo di sementi autoctoni, la reintroduzione di sementi passati che mal si adattavano alla produzione industriale e l’inserimento di altri sementi che possano affrancarsi in armonia con le caratteristiche della terra. La filiera corta (che, ovviamente, includerebbe anche altre attività oltre l’agricoltura – es. l’allevamento) è l’unico mezzo capace di dare vita a un vero prodotto contestualizzato: un prodotto realmente tipico che venga alla luce da un processo totalmente indigeno (dalla coltura alla produzione, in ogni singola fase). A tal fine sarà necessario predisporre non solo il terreno che accolga le semenze, ma tutta una serie di strutture che permettano la trasformazione del prodotto in ogni stadio del processo. Prendiamo l’esempio del frumento: si potrebbe seguirlo dalla coltivazione alla molitura fino al momento finale della panificazione. Come evitare un circuito chiuso? In fase di entrata – Attirando sul territorio le risorse limitrofe e dando spazio alle iniziative provenienti dall’esterno. Le potenzialità immense di un territorio vergine come quello di Sassetta sono un ottimo richiamo all’imprenditorialità. In fase di uscita – Immettendo i prodotti tipici sul mercato (evitando comunque la produzione industriale che crea disagio, spersonalizzazione, alienazione e tendenza all’omologazione). Il potenziale produttivo è già piuttosto importante. Sarebbe dunque opportuno favorire gli investimenti mediante la creazione di consorzi, la costruzione di laboratori collettivi, e l’impiego di finanziamenti alle micro – imprese. Il traguardo finale è, in ogni caso, il consolidamento di un sistema vitale che cresca in armonia con i ritmi della natura e dell’uomo, la creazione di un luogo felice che nasce da una storia importante e che, grazie a essa, continua a preservare le qualità che lo rendono invitante per viverci, allettante per investirci.

Didattica, arte e cultura

In un sistema dinamico come quello creato dalla concezione agricola sopra esposta, si riuscirebbe a dare vita a un processo di formazione e di istruzione orientato al raggiungimento dell’obiettivo finale (ovvero lo sviluppo sostenibile). Necessaria e capitale sarà la ristrutturazione dei locali del Palazzo Montalvo, edificio storico di grande pregio nel centro di Sassetta, attualmente inagibile. Le stanze del Palazzo dovrebbero servire a ospitare quella che nel disegno è stata provvisoriamente chiamata “L’Accademia delle Arti Applicate”: una scuola per eccellenze, gestita e diretta da nomi di spicco tra le autorità nei campi dell’enogastronomia, dell’arte, dell’agronomia e della storia. L’Accademia ospiterebbe corsisti provenienti da ogni parte del mondo e, attorno a essa, ruoterebbe un apparato turistico ad hoc (es. l’albergo diffuso), composto da strutture ricettive e attività che rispettino come minimo l’80% dei parametri del progetto (utilizzo di energie rinnovabili, arredi peculiari del luogo, somministrazione di piatti caratteristici e utilizzo di prodotti tipici). Questo darebbe vita a una rivitalizzazione dell’impianto turistico e permetterebbe alle attività di proiettarsi nel mercato secondo una logica di sviluppo totalmente integrata alle prerogative del posto. Investire nella cultura: questo è il punto cardine. La ricaduta positiva a livello anche economico è una naturale conseguenza. Ed è da qui che potrebbe partire la riscoperta degli antichi mestieri del luogo e, in un futuro forse prossimo o forse no, anche la loro reintroduzione – quantomeno – su un mercato a stretto raggio.

Artigianato

Reintrodurre gli antichi mestieri di Sassetta nel circuito didattico e culturale non è solo un omaggio alla nostra storia. Il lavoro di una volta, concentrato essenzialmente su ciò che il territorio aveva da offrire, è l’esempio ideale di sinergia tra uomo e ambiente. È il concetto antitetico all’occupazione industriale. Per questo, riscoprire quelle attività che col tempo si sono spente a causa dell’industrializzazione e della forza accentratrice di poche enormi fabbriche, è la risposta naturale alle dinamiche alienanti e perverse di uno sviluppo sterile, destinato a estinguersi. Non solo: quei mestieri hanno fatto la storia del paese. Perderli del tutto significherebbe lasciare per strada una fetta consistente dell’identità del luogo. Ed è per questo che il programma culturale e didattico dell’Accademia prevedrebbe l’insegnamento delle attività di una volta. Il messaggio che deve arrivare è che perfino i mestieri antichi potrebbero creare un’economia. Sarà necessario pertanto investire in un’area da destinare a chi, sull’onda di questo progetto, vorrà mettersi in gioco. Ecco che, creando le strutture, il motore imprenditoriale partirà automaticamente: · Fornai · Carbonai · Birrai · Scalpellini · Calzolai · Ecc. È questo ciò che il disegno di questo nuovo sistema vorrebbe proporre: aggregare i giovani attraverso la cultura, la bellezza, l’emozione, l’arte. Dare nuova dignità e consapevolezza al lavoro. Liberarsi dal sistema del bisogno indotto. Regalare linfa vitale al tessuto sociale sassetano e rinfrescare la fibra economica.

Energie rinnovabili

Investire sull’energia rinnovabile significa dare indipendenza a un sistema altrimenti vincolato o assoggettato a dinamiche esterne. Vivere in sinergia con il territorio vuol dire fare uso di ciò che l’ambiente ci dona senza stravolgere la sua natura. Il parco energetico è il simbolo di questo sistema. · Geotermia · Biomasse · Vento · Sole Questi sono i quattro elementi capitali che permetterebbero a Sassetta di costruire un tessuto energetico autonomo, indipendente, autosufficiente. Un parco energetico opera in equilibrio coi cicli della natura. Un parco energetico dà lavoro, occupazione, crea un’architettura di investimenti intorno a sé. La proposta, in questo senso, prevede lo sfruttamento della “bassa entalpia”: un sistema di impiego dell’energia geotermica a bassa temperatura praticamente inutilizzato fino a oggi. Questo avrà un benefico effetto domino su tutto il territorio.

Turismo

Progetto Sassetta propone uno stile di vita che richiamerà più persone di quanto si creda. Sarà un polo attrattivo per coloro che vogliono vivere con sentimento. Una sfida alla rinuncia (quella che troppo spesso si fa: si rinuncia ai nostri desideri, ai sogni, ai bisogni veri poiché deviati dalle circostanze). Sarà un’alternativa concreta al turismo mordi e fuggi. Un sistema integrato come quello che si andrebbe a creare, naturalmente, diventerebbe un richiamo di grande portata anche per il turismo. Cambierebbe l’immagine un po’ appassita che Sassetta ha assunto negli ultimi anni, con effetti positivi su tutti i campi della vita e dell’economia. Sassetta diverrebbe un luogo da visitare, ricco di strutture, di storia, di cultura, di armonia. Non solo un punto d’appoggio a basso costo per andare al mare. L’impianto turistico ha sofferto profondamente la mancanza di un’identità condivisa: accanto ad attività potenzialmente orientate alla tipicità, sono andati ad accostarsi esercizi finalizzati a richiami turistici di massa. Questo ha generato un impoverimento di tutto l’apparato. Il risultato, tangibile oggi più che mai, è un assetto indefinito di strutture che operano secondo criteri individuali (spesso molto buoni, ma assolutamente non contestualizzati). Non è ancora un progetto, ma un disegno che vuole ristabilire un vero contatto di energie tra le persone e il territorio. È una crisalide che deve crescere, aprire le ali e spiccare il suo volo di farfalla.

L’autore del Progetto Sassetta è Daniele Mazzanti, titolare dell’azienda agricola La Cerreta