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Vino naturale, l’unica strada. Riflessioni a margine del Vinitaly

cerea-viniveri-2012

Molti incontri, molte degustazioni, molte conferme e qualche scoperta nelle giornate veronesi trascorse tra Vini Veri a Cerea, Vinnatur a Villa Favorita, Vivit e i padiglioni regionali a Vinitaly. Per chi come noi ama i vini senza trucchi c’è stato davvero da correre, ma siamo riusciti a visitare tutte e tre le manifestazioni e in tutte abbiamo trovato un pubblico di visitatori ampio e interessato, un pubblico eterogeneo di appassionati e di addetti ai lavori italiani e internazionali. Sembra proprio che in questo 2012 i vini naturali abbiano fatto il botto! Finalmente molti si sono accorti che i vini naturali, tradizionali e territoriali posseggono qualità negate ai vini studiati a tavolino ed elaborati in cantina. Un pubblico attento ha infatti raggiunto anche le manifestazioni pre-Vinitaly, da Vini di Vignaioli a Fornovo, a Vininaturali a Roma, da Gusto Nudo a Bologna a Sorgentedelvino Live ad Agazzano passando per i diversi Critical Wine. Un grande successo per tutti quindi, un grande successo per il vino naturale nel suo insieme!

Delle tante e diverse degustazioni avremo tempo per parlare e scrivere nei prossimi mesi, avremo tempo anche per assaggi più approfonditi e possibilmente in abbinamento al cibo, infatti se c’è una cosa che abbiamo imparato nel corso del tempo è chesu questi vini nelle degustazioni in fiera sono un po’ penalizzati, essi rivelano infatti tutta la propria complessità e il proprio spessore minuto dopo minuto, ora dopo ora. E spesso quelle che ad un assaggio veloce vengono percepite come spigolosità, l’acidità alta, i tannini potenti sono proprio le caratteristiche che li rendono invece estremamente bevibili a tavola. Ma una volta capito questo e tarati gli assaggi, degustare tanti vini diversi in pochi giorni è una grande occasione per avere uno sguardo d’insieme. E’ anche un po’ la prova del fuoco del “movimento”: quest’anno anche ai banchi pochissimi i vini difettati, meno che tra gli assaggi in manifestazioni di vini convenzionali. O i produttori hanno fatto esperienza e migliorato il proprio lavoro in cantina oppure hanno imparato a servire i propri vini in modo migliore, si, perché a volte basta qualche minuto d’aria per migliorare un vino! Qualunque sia il motivo quindi si nota una maggiore maturità e questo rende sicuramente più semplici i rapporti con un pubblico più ampio.   Degustazione Joly a Vivit - Vinitaly 2012

Ed eccoci tornare al punto di partenza: può darsi che il forte interesse per i vini naturali sia una moda, per qualcuno la è sicuramente, ma sono anche passati 9 anni dal primo evento extra-Vinitaly e credo che la grande affluenza di pubblico e il grande interesse sia anche dovuto al lavoro fatto da tutti in questo tempo. Era l’11 aprile del 2003 e al centro sociale La Chimica di Verona, proprio a due passi da Verona Fiere, apriva Terra e Libertà/Critical Wine evento stimolato da Veronelli, ma fortemente voluto anche da molti contadini, agricoltori e vignaioli. In questi 9 anni sono accadute molte cose, non solo nel mondo del vino, ma nel mondo intero e se qualcosa è cambiato nelle motivazioni che hanno spinto Veronelli ad uscire da Vinitaly e ad invitare i vignaioli ad una presa di coscienza è solo cambiato in peggio. Non si sono certo risolte le contraddizioni che egli aveva chiaramente visto: l’omologazione del gusto, la contadinità messa in crisi, le multinazionali, gli OGM e la biodiversità, i rapporti con la distribuzione e la grande distribuzione e tante altre cose ancora…

Quello che è cambiato in meglio è che di questo si parla di più e se ne è parlato di più anche grazie al lavoro di chi in questi anni ha voluto impegnarsi per un modo diverso di fare il vino e di intendere l’agricoltura. In questo senso il vino sta svolgendo un’importante funzione di comunicazione con i cittadini e gli appassionati. Non si sono quindi risolti i problemi che hanno spinto molti produttori ad uscire da Vinitaly, eppure quest’anno per la prima volta dopo 9 anni i vini naturali, di tradizione e territorio (si, perché ViViT sta per Vigne Vignaioli Terroir, non per biologico e biodinamico!) sono rientrati a Vinitaly, un successo di stampa, di pubblico, ma una battaglia persa per il movimento che non è riuscito a creare un’alternativa capace di rendere superfluo entrare a Vinitaly. Non è una questione di contrapposizione, ma di identità.

Nove anni di parole, di degustazioni, di incontri hanno contribuito a risvegliare i sensi e le menti di molte persone e non è certo questo il momento di mollare: oggi c’è chi vuole bere questi vini, chi finalmente ha scelto, ma c’è anche in agguato dietro l’angolo l’industria enologica che ha ottenuto in Europa un disciplinare a propria misura che è pronta a sfoderare milioni di bottiglie a marchio vino biologico a prezzi insostenibili per una piccola impresa agricola e di dubbia qualità. La grande attenzione, il grande successo di tutti gli eventi è un segnale da non sottovalutare e deve essere uno stimolo per tutti a lavorare per rafforzare l’identità di un movimento che nella sua informalità e con tutte le sue mille sfaccettature esiste nei fatti. Un ringraziamento quindi a tutti, a tutte le persone che hanno reso possibile tutto questo, ai produttori, agli organizzatori dei diversi eventi, a chi ha saputo ascoltare e contribuire con le proprie scelte e il proprio lavoro. E un invito a proseguire nel percorso che ha portato fino qui produttori, giornalisti, ristoratori, appassionati e semplici cittadini che amano il vino buono e la vera agricoltura.