torna su

Borc Sandrigo 2009 – Borc Dodon

Bottiglia di Borc Sandrigo di Denis Montanar

A distanza di un paio di anni abbiamo voluto risentire questa bottiglia del 2009, accoppiandola con lo stesso vino annata 2011.

 Annata 2009 (assaggio del 25/07/2012) Felice evoluzione in corso.  Il naso si fa più intrigante, compare il fiore di castagno, la pesca si attenua, mentre con l’innalzarsi della temperatura nel bicchiere esce un sentore marino che dona eleganza e freschezza.

In bocca non ha subito sostanziali modifiche, forse ha acquisto una maggiore rotondità, limando gli spigoli dovuti alla gioventù.

Abbinato a una cotoletta di maiale allevato in cortile, il vino ha assolto il suo compito alla grande, mai troppo per il piatto, facendo in modo di lasciare la bocca pulita, richiamando in continuo un altro boccone e relativo sorso.

Annata 2011 (assaggio del 25/07/2012) A fianco del fratello maggiore, parrebbe destinato al KO tecnico alla prima ripresa. Il naso è ovviamente molto indietro, il frutto è in evidenza, a tratti anche un poco buccioso. In bocca potenza decisamente maggiore ( che meraviglia le differenze tra le annate). Insomma resiste alle 15 riprese, perde solo per pochi punti.

In prospettiva lo vediamo meglio, assaggiatelo almeno dopo l’estate.

A nostro parere almeno 6 bocce da mettere in cantina, è uno di quei vini tutto pasto, che può donarvi una spendida evoluzione ma, quel che più importa, una cena felice spendendo pochino. (Non è nemmeno difficile trovarlo essendo distribuito da Velier)

 

Autentico e tipico, il Borc Sandrigo è l’ennesima conferma della pulizia che caratterizza il lavoro di Denis Montanar, friuliano orgoglioso di essere contadino prima ancora che viticoltore. Siamo di fronte a un vino che non cerca l’ostentazione ma preferisce farsi ricordare per bevibilità e  versatilità. Meno di tremila le bottiglie prodotte, affinamento sulle fecce fini per nove mesi in botte di acciaio chiuso per un prodotto che conferma le potenzialità che il tocai friulano può esprimere quando la mano e il territorio sono quelli adatti. Informale e non troppo complesso – ma tutt’altro che scontato – è uno di quei vini che si lasciano bere con estrema facilità e non sono destinati a rimanere nella bottiglia.

Colore giallo paglierino abbastanza intenso con riflessi verdognoli. Al naso si presenta con un impatto discreto e fine, contraddistinto da un fruttato decisamente nitido (pera, pesca) che va ad intrecciarsi a sfumature di salvia e nocciola e a una caratteristica nota di mandorla. Una bella combinazione acido – sapida garantisce un beva agile, peraltro scandita da ritorni gradevolissimi in continuità con l’olfatto e chiusa da un finale solo lievemente ammandorlato che garantisce una certa persistenza.

Abbinamenti consigliati: sicuramente apprezzabile in quanto a versatilità, questo vino ci pare particolarmente adatto al matrimonio con crostacei cotti a vapore e baccalà in umido; non disdegnate tuttavia l’ipotesi di abbinarlo a diversi tipi di pizza, magari ai formaggi o con la bresaola. Lotto: L. 0209

Note di degustazione a cura di Marco Arturi pubblicata nel 2010

Maggiori info sul Friulano e gli altri vini di Denis Montanar