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Cinque annate di Vigna ai Botri

bottiglia di morellino i botriDomenica 14 giugno si è svolta a Roma, presso l’enoteca Quattro Bicchieri ai 4 Venti un’interessante verticale con 5 annate del Morellino di Scansano dell’azienda agricola I Botri. Abbiamo chiesto ad Antonio Parlapiano di raccontarci la degustazione che si è rivelata particolarmente interessante…

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La serata è fresca e ci accomodiamo nella sala di quattrobicchieriai4venti con Giancarlo Lanza e Andrea Andreozzi, rispettivamente enologo e direttore commerciale dell’azienda Bio Agricola I Botri di Ghiaccioforte di Scansano (GR), insieme a pochi intimi accorsi per l’occasione. Occasione ghiotta, direi, quella di poter partecipare ad un’intensa verticale del loro vino bandiera, il Morellino di Scansano Riserva “Vigna I Botri”, ora Scansano (DE. CO.) “Vigna I Botri”, un vino che mi colpì sin dal primo assaggio nel 2006 durante un pomeriggio passato alla manifestazione – biomercato “Terra Terra” presso il CSOA Forte Prenestino di Roma.

La parola passa velocemente a Giancarlo che ci presenta la sua azienda rilevata nel 1989 da una storica famiglia produttrice di vino di Scansano. Lui, enologo, e la moglie Giulia Andreozzi, sommelier, iniziano a vinificare le uve autoctone – tradizionali del vigneto impiantato nel 1970 dalla precedente proprietà. Contestualmente procedono all’ammodernamento degli impianti di vinificazione al fine di valorizzare la tipicità delle uve e del territorio ottenendo, sin dall’annata 1990, due ottimi vini: il Morellino di Scansano Riserva “Vigna I Botri” ed il Bianco di Pitigliano “Ghiaccioforte”, all’interno di due storiche Doc maremmane.

Il loro forte rispetto per la natura e la terra li spinge a scegliere la via dell’agricoltura biologica ottenendo, nel 1994, la certificazione CEE di azienda biologica.

 

Il Vigneto

La Vigna I Botri si estende per circa sei ettari ad un’altitudine di 250 m s.l.m., nel punto più alto della zona a sud di Scansano ed è racchiusa tra l’abitato etrusco del “Ghiaccioforte”, la valle del fiume Albegna e il Mar Tirreno che, a circa venti Km di distanza, contribuisce alla maturazione delle uve con il suo influsso mitigatore e salmastro. Nei quattro ettari coltivati a bacca rossa il Sangiovese occupa una parte preminente con le due varietà clonali autoctone della zona: il Morellino (90%) ed il Prugnolo Gentile (10%). Seguono l’Alicante (clone del vitigno di origine spagnola Grenache) qui considerato tradizionale data la sua antica coltivazione, e l’autoctono Ciliegiolo. Nei due ettari destinati alle uve a bacca bianca, sono presenti il Procanico (locale clone del Trebbiano Toscano), diversi cloni di Malvasia ed il Vermentino. I sistemi di allevamento sono Guyot e Cordone Speronato Alto, con potature corte da 3 a 6 gemme che garantiscono basse rese e elevata qualità delle uve. Il terreno, infine, presenta una matrice calcarea ricca di scheletro e tendente allo sciolto.

 

vinificazione nella cantina de i botriLa vinificazione

L’azienda possiede due cantine nel comune di Scansano di cui una operante per la trasformazione delle uve, l’altra per la maturazione ed invecchiamento delle riserve. La vinificazione è tradizionale con lunghe macerazioni sulle bucce al fine di estrarre tutte le componenti fenoliche che ne fanno un grande vino rosso, mentre per il bianco avviene in contenitori di acciaio a temperatura controllata.

 

Conclusioni

Oggi l’azienda, visto l’indebolimento della Doc Morellino di Scansano a causa delle scelte alquanto discutibili di alcuni produttori dediti più all’aspetto commerciale che alla valorizzazione del territorio e dei vitigni autoctoni – tradizionali, esce dalla denominazione per confluire nella nuova realtà della DE. CO. (Denominazione Comunale) al fine di evitare la confusione del loro nettare prezioso con i (ahimè) più noti Morellino “coca-cola” tanto in voga negli ultimi tempi. La scelta è quantomeno coraggiosa e va difesa a spada tratta visto l’impegno di quei produttori a regalarci un’interpretazione naturale dell’interazione tra territorio storico, tradizione e vitigni autoctoni.

 

I vini

Morellino di Scansano Riserva “Vigna I Botri”

Morellino 75%, Prugnolo Gentile 10%, Alicante 10%, Ciliegiolo 5%.

Vinificazione con lunga macerazione sulle bucce. Maturazione di almeno 12 mesi in botti grandi di rovere di Slavonia.

 

Scansano (DE. CO.) “Vigna I Botri”

Morellino 85%, Ciliegiolo 10%, Alicante 5%.

Vinificazione con lunga macerazione sulle bucce. Maturazione di almeno 12 mesi in botti grandi di rovere di Slavonia.

 

Bianco di Pitigliano “Ghiaccioforte”

Procanico 78%, Malvasie 20%, Vermentino 2%.

Vinificato in bianco a temperatura controllata ed imbottigliato dopo una breve maturazione di alcuni mesi in cantina.

 

La verticale

Morellino di Scansano Riserva “Vigna I Botri” 1998

Colore granato dai riflessi aranciati e consistenza glicerica. L’impatto olfattivo è decisamente floreale con violette di bosco e rose rosse a fare da cornice alla nota minerale di brace, terra bagnata e soffi salmastri, tipica della Maremma. Ben presente il frutto, ciliegia, con chiusura speziata di pepe nero e balsamica di liquirizia. La bocca è sontuosa e progressiva dal tannino ancora indomito e buona spina acido-sapida a lanciare la lunghissima persistenza con retrolfatto coerente al naso.

 

Morellino di Scansano Riserva “Vigna I Botri” 2001

Veste granato intenso giustamente trasparente dalla tessitura poderosa annunciata da archetti fitti e lacrime che restano “incollate” al bicchiere. Il naso è giocato su note minerali e floreali a dimostrazione della forte impronta vitigno-territorio. Solite balsamicità, eucalipto questa volta, e speziatura di cannella e noce moscata a racchiudere un frutto maturo di more di rovo e ciliegia marasca. In bocca è pieno ed equilibrato con grande struttura e tannino più delicato rispetto al 1998. Nel complesso più bilanciato. Intenso e persistente dai ritorni balsamici e minerali.

 

Morellino di Scansano 2003

Rubino concentrato tendente al granato. L’olfatto ci racconta l’annata caldissima con confettura di prugna e amarena in primo piano, speziatura dolce di anice stellato, cannella e buona balsamicità. Meno minerale rispetto ai precedenti. Al palato è evidente la morbidezza glicerica e lo pseudo calore alcolico. Colpisce, in ogni caso, la buona acidità oltre alla solita sapidità. Appesantito dagli effetti dell’annata estremamente calda.

 

Scansano (DE. CO.) “Vigna I Botri” 2004

Manto di un bel rubino con unghia che accenna appena al granato, consistente e decisamente luminoso. Il naso è un effluvio di profumi, intenso ed ampio, con grafite, terra bagnata, brace, viola e fungo da un lato, addolcito da ciliegia, lampone e spezie dolci come la vaniglia e il pepe bianco, dall’altro. Chiude con una meravigliosa nota di erbe aromatiche, inchiostro e china. Al gusto è sontuoso, ancora un po’ spigoloso a causa del potente tannino (mai sgraziato) e le decise acidità e sapidità che guidano la meravigliosa progressione gustativa e la lunghissima persistenza. Ottima la struttura generale supportata da alcol e morbidezza. Elegante e muscolare al tempo stesso, figlio di un’annata pregevole (dopo le infauste 2002 e 2003) è il mio preferito della “batteria”, nel quale intravedo una interminabile longevità.

 

Scansano (DE. CO.) “Vigna I Botri” 2005

Colore rubino intenso e luminoso. I profumi sono intensi e complessi con riconoscimenti di viola, ribes, lamponi, spezie dolci e balsamicità. La mineralità, che segue il filo di tutte le altre annate, ricorda che questo è un vino solare, mediterraneo con il salmastro e la macchia mediterranea sempre in bella evidenza. Bocca più equilibrata e rotonda rispetto al 2004 con bell’impatto della tessitura. Progressione e persistenza. La sua “prontezza” tradisce la provenienza da un’annata più calda rispetto al 2004 e, forse, una minore longevità. Ottimo e, nel complesso, solo un gradino al di sotto del 2004.

 

Articolo scritto da Antonio Parlapiano

per l’Enoteca quattrobicchieriai4venti Viale dei Quattro Venti, 176 – Roma