Agricoltura di montagna, biologica.
La coltivazione è biologica, basse le rese, nel 2009 siamo intorno a 60 quintali per ettaro.
Spuma rosata, abbondante e di fine grana, poi rubino limpido ed intenso.
Naso su note minerali, quasi gessose, poi frutta rossa croccante, decisa ed intensa (piccola riduzione iniziale che sparisce nel giro di pochi secondi).
Sapido, quasi salato in bocca al primo assaggio. Quando la carbonica smette di spingere ritornano, coerenti, le note avvertite al naso.
Beva coinvolgente.Finale lungo.
Giustamente nell’olimpo dei rossi emiliani a rifermentazione naturale in bottiglia.
Pecca di gioventù estrema , ma il ragazzo si farà, migliorerà per parecchi anni.
Servitelo fresco sui 14°, d’estate anche un paio di meno; acccompagnato ai salumi dolci dell’Appennino Emiliano, con gnocco fritto, primi delicati come i tortelli d’erbette, ma anche con arrosti di vitello e altre carni delicate.
Rapporto qualità prezzo ottimo (vale per tutti i vini di Crocizia).
Lotto: L. 0209