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Carussin

L’azienda agricola Carussin nasce nel 1927 a S. Marzano Oliveto, un piccolo Comune del Sud Monferrato Astigiano, i vini principali di Carussin sono la Barbere nelle sue diverse declinazioni e il Moscato con qualche interessante escursione nei vitigni minori autoctoni piemontesi

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Bera Vittorio e figli

Bera Vittorio e figli, produzione e vendita di vini naturali da agricoltura biologica a Canelli (Asti – Piemonte): moscato d’asti, barbera, dolcetto, vini triple a

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San Fereolo 2006, il Dolcetto di Dogliani secondo Nicoletta Bocca

San Fereolo 2006, il Dolcetto di Dogliani DOCG che amorevolmente consegna ai nostri palati l’omonima azienda vitivinicola condotta da Nicoletta Bocca. Agricoltura biodinamica in vigna, concezione biodinamica del lavoro in cantina, anzi, del lavoro in generale: attesa dei tempi richiesti dalle uve nella loro trasformazione, attento e rispettoso accompagnamento sia in vigna che in cantina.

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Crealto, Grignolino 2010, vino da agricoltura biologica

Marcaleone Grignolino 2010 – Crealto

Una giovane cantina piemontese, Crealto, ci propone un Grignolino tradizionale davvero interessante. Agricoltura biologica in vigna, un bel terroir e tanta tanta passione completano il carattere sia dell’azienda che della bottiglia… In bocca è “grignolino”…

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Vini senza solfiti aggiunti… a Valli Unite

Valli Unite sui colli tortonesi è una gran bella realtà agricola, importante come traino del territorio. Viene praticata un’agricoltura biologicamente sostenibile, attenta alle necessità di chi produce e di chi acquista e consuma i prodotti.
Agricoltura etica, a prezzi etici.
Un simile progetto può camminare solo con grandi persone ed altrettanto grandi idee.
Da un’idea di Alessandro Poretti nasce il vino senza solfiti, e questa idea divenne realtà nel 2005 con le prime bottiglie di barbera.
Oggi tutta la produzione di barbera è senza solfiti aggiunti, sia quella destinata alla bottiglia che quella venduta sfusa, bag in box per esportazione compresi.

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Cantina Iuli, tradizionalmente… barbera

Montaldo di Cerrina, Monferrato Casalese. La zona non è tra le più famose oggi in Piemonte, anche se qua la viticoltura è storia e tradizione. Vecchi impianti di Barbera, risalenti all’inizio del 900, lo testimoniano.

Marne e argille bianche, ricche di scheletro costituiscono il substrato di queste ripide colline.

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Madrigale 2005 – Costa dei Platani

Piglio questa bottiglia in cantina qualche perplessità, un taglio barbera-cabernet-merlot solitamente è un vino dal carattere internazionale che poco conserva del terroir d’appartenenza. Stappo con una mezz’ora d’anticipo sulla cena, scolmo la bottiglia versandone un mezzo bicchiere nel calice. Non riesco a trattenermi avvicino il naso al bicchiere, ci scappa già un sorriso.

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Omaggio a Pino Ratto

Il viaggio per Ovada è costellato dalle prime brume autunnali. Recuperati Aldo e Giovanni ci dirigiamo verso Rocca Grimalda abbondando ben presto la strada principale in direzione della località San Lorenzo cascina Gli Scarsi e Le Olive. Pino ci attende nel cortile di casa; la macchina lacerando il silenzio profondo di questi luoghi lo ha avvertito del nostro arrivo ma guardandolo mentre saluta lentamente con gesto benedicente sembra che sia li da una vita intera. La berretta di lana blu gli dona un aspetto ieratico antico sacerdote di un luogo sacro.

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Le tipologie della Barbera

Dal bicchiere quotidiano alla riserva da invecchiamento, dal vivace al passito dolce, dal vino dozzinale a quello di fascia alta, è il vitigno più flessibile d’Italia. Ci si può ricavare tutto e forse ancora di più. Come esempio abbiamo preso ( e bevuto con grande piacere) i vini di Bruna Ferro, azienda agricola Carussin di San Marzano Oliveto – Asti, che di barbere ne produce ben 5 tipologie.

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Bera, a Canelli un angolo di vecchio Piemonte

E’ passato del tempo – quasi vent’anni – da quel pomeriggio in cui Gianluigi Bera si vide arrivare in azienda, senza appuntamento, un gruppo di francesi in gita. Erano stufi di visitare cantine industriali e avevano chiesto dove fosse possibile trovare un vignaiolo artigianale. Qualcuno aveva fatto il suo nome.

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Dogliani: dolcetto 2.0

Decido di arrivare per la strada tortuosa, per godermi l’autunno delle vigne di Langa. Piano piano le foglie appena ingiallite del nebbiolo lasciano spazio al rosso, intenso quasi violento del dolcetto. Ci siamo, il profilo delle colline si fa più duro, gli affluenti del Tanaro hanno lascito segni profondi. Via di corsa al luogo di ritrovo del Dogliani 2.0.

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Ezio Cerruti, contadino volontario

Un angolo di Langa misconosciuto, un uomo dai modi gentili e dalla grande curiosità, un vino di quelli che fanno la differenza, che lasciano il segno. Ezio Cerruti e il suo Sol sono figli di Castiglione Tinella, borgo posto al confine tra Langhe e Monferrato legato al moscato e alle suggestioni pavesiane.

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bottiglia e bicchiere di Stralustro di Guccione

Stralustro 2008 – Guccione

Tra storia e preistoria, la lunga vita del cataratto. A volte riemergono bottiglie dimenticate. Quando apri questi vini, fatti senza aggiunte se non un pizzico

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Anatrino – Carlo Tanganelli

Anatrino in bottiglia e nel bicchiere Trebbiano toscano, breve macerazione Siamo in Val di Chiana, (Arezzo) dove Marco Tanganelli, one man band dell’azienda, fa l’agricoltore

La legge naturale del territorio

Il vino naturale come nome, oggi sembra sia in crisi, ma dopo averlo pronunciato per la prima volta ha acquisito una sostanza difficilmente cancellabile, derivante dal desiderio di produttori e consumatori di rispettare l’ambiente, produrre e consumare prodotti meno industriali, meno artefatti, più genuini, più, più e meno e ancora più…

Alex Podolinsky

Alex Podolinsky, ci ha lasciati il 30 giugno 2019

Alex Podolinsky è morto il 30 giugno 2019 a pochi giorni dal suo 94esimo compleanno. Nella sua lunga vita ha avuto un’influenza determinante sullo sviluppo dell’agricoltura biodinamica. Non solo nella ricerca, ma anche nella diffusione della pratica tra gli agricoltori.