Questo articolo appartiene alla categoria: Serate e degustazioni,Le iniziative di Sorgente,Vitigni autoctoni
Questi Dolcetti assaggiati nella degustazione tenutasi a Cascina degli Ulivi il 5 maggio 2010. Un grande grazie a Stefano Bellotti e tutto il suo staff per l'ospitalità (ambiente spendido e stuzzichini confezionati con i prodotti biodinamici dell'azienda buonissimi). Grazie anche a tutti i produttori che sono intervenuti arricchendo la degustazione con le loro opinioni e a quelli che ci hanno fornito i campioni in assaggio.
Ulteriori informazioni su quanto uscito dalla degustazione, sulle caratteristiche delle zone dove si produce il dolcetto potete trovarle in questo articolo scritto da Marco Arturi.
Rubino brillante ed intenso. Pulito al naso da subito anche se non molto espressivo. In bocca è giovannissimo, molto minerale, acidità elevata ancora leggermente scissa dal corpo, tannino fine. Bella eleganza e grandi capacità di evoluzione.
Rubino molto carico, leggermente velato. Pulito al naso, denota tratti ancora vinosi e frutta nera a volontà. In bocca è supergiovane, ancora vinoso, già dotato di un buon equilibrio tra materia ed acidità. Rustico, contadino nel bel senso del termine. Raggiungerà il top entro 2/3 anni.
Lo scherzetto fuori regione. Rubino intenso da uve dolcetto, malvasia nera e sangiovese in parti uguali. Naso toscano, terrigno intrigante. In bocca si denota come vino di pronta beva, piacevole, di buona acidità, perfetto da tutto pasto, un poco rustico. L'uva dolcetto non marca il vino è la terra di Toscana che esce prepotente. Pronto potrebbe migliorare con qualche annetto di bottiglia.
Rubino brillante. Pulito al naso, elegante fruttini rossi e grande mineralità. Fresco in bocca, grande beva, eleganza anche se giovane. Perfetto da tutto pasto, raggiungerà il top tra un paio d'anni.
Rubino molto intenso. Grande naso, elegante intenso, giocato su frutta rossa matura, spezia. In bocca grande materia (vecchie viti) acidità perfettamente integrata, tosto ma non pesante. Tannino elegante e potente. Giovane ma già piacevolmente bevibile, migliorerà con un ulteriore affinamento in vetro.
Rubino molto intenso. Apre con una leggera riduzione che sparisce velocemente, poi frutta rossa, spezia. In bocca una ottima materia, struttura imponente di buon equilibrio. Giovanissimo, una volta integrata l'esuberante massa tannica sarà grande. Potrebbe essere una grande sorpresa tra una decina d'anni.
Tutti vini sono da agricoltura biodinamica, vinificati senza aggiunta di solforosa.
Rubino molto intenso. Apre con una leggera riduzione che sparisce velocemente, quindi ciliegia, prugna, amarena, un sottile fungo. In bocca grande potenza, concentrazione, coerente con il naso, beva buona.
Rubino intenso: naso giocato su toni minerali precisi ed intensi, frutta croccante. In bocca grande mineralità, intenso e sottile nello stesso tempo. Facilissimo da bere, anche troppo. Un futuro radioso lo aspetta.
Da viti del 1920, antica varietà a bacca piccola e graspo rosso, grappolino piramidale, rese per ettaro naturalmente bassissime. Rubino intenso. Naso intenso, tra frutta e minerale, ciliegia e gesso, mora e pietre umide, calendoscopico. Coniuga potenza ed eleganza, freschezza e lunghezza. Alcol non avvertibile nonostante i 15.5 °. Perfetto da bere già ora, migliorerà nel prossimo decennio. Magia delle vecchie viti, capolavoro.
Ottima interpretazione di una annata torrida, molto difficile da gestire in cantina. Rubino intenso. Naso giocato sulla frutta nera, susina, mora, sbuffi di spezia. In bocca è potente, sostenuto da una buona acidità, non elegantissimo. Pare destinato a migliorare col tempo, vorrei riassaggiarlo tra 5 anni.
Rubino brillante. Naso di grande eleganza e finezza, frutta rossa matura note eteree spezia, estremamente mobile. Bocca giocata sulla finezza, non è un vinone ma da grandissima soddisfazione, ottimo equilibrio, bella acidità finale su note di mandorla. Penso abbia raggiunto il suo top.
Rubino intenso, brillante. Fresco al naso, su note variegate tra frutta rossa e minerali (occorre aspettarle qualche minuto nel bicchiere). In bocca entra dritto, tannino aguzzo, buona corrispondenza al naso. Il top tra un paio d'anni.
Rubino intenso, brillante. In fase di chiusura quasi completa al naso, non vuole proprio concedersi, al contrario di altre bottiglie assaggiate precedentemente, che si abbisognavano di tempo, ma poi evidenziavano un naso austero quanto preciso. In bocca un tannino serrato e dolce, gran bel equilibrio, facilità di beva. Ancora una lunga vita davanti.
Rubino intenso, velato. Naso giocato su frutta rossa matura, spezia. In bocca è potente, alcolico, sapido, forse un filo di acidità in più non avrebbe guastato. Finale lungo. Bella interpretazione della torrida annata.
Rubino intenso, brillante. Naso fresco su note di frutti rossi, note minerali a tratti, ben definite. In bocca è giovanissimo, ma già appagante. Beva facile, buon equilibrio. Lascia intravedere un un ottima evoluzione.
Rubino intenso, brillante. Naso sfaccettato, molto mobile, tra note di frutta matura, ciliegia, marasca, mora, e minerali, gesso, pietre bagnate. La mineralità torna anche in bocca, bella eleganza, grande equilibrio. Da bere a secchi ora o nei prossimi 10 anni. Chapeau.
Rubino intenso senza cedimenti. Naso ancora fresco, frutta rossa e spezia. In bocca conserva ancora una bella freschezza, anche se non riesce a stupire. Probabilmente avrebbe avuto bisogno di più tempo nel bicchiere per esprimesi al meglio, è un vino di 23 anni fa, ho visto baroli morti molto prima.
Occorreva arriva in fondo alla degustazione per trovare il campione, la bottiglia assoluta, il vino che sa toccare il cuore oltre che il palato.
Rubino brillante ed intenso. Naso freschissimo, complesso ed estremamente elegante. Grande mobilità. Frutta rossa croccante, note minerali, spezie. In bocca ha perfetta corrispondenza al naso, grande eleganza coniugata con altrettanta potenza, equilibrio perfetto. Finisce lungo. Di diritto nel mio personale Olimpo dei vini italiani.
Assaggiati dopo la degustazione panoramica.
Rubino intenso, leggermente velato. Naso di incredibile mineralità ( anche queste uve provengono da un terroir di marne bianche molto ricche di scheletro), austero e fine. In bocca è giovanissimo, tannini eleganti anche se ancora parecchio decisi. Ottima acidità che facilita la beva. Invecchierà bene, se riuscirà a smussare gli angoli ruvidi sarà un grande vino.
Rubino intenso, leggermente velato. Naso reticente occorre dare tempo nel bicchiere ma quando parte è inarrestabile. Spezie, frutta rossa, note di pietre al sole. In bocca è tosto, giovane, sapido e pieno, manco pare dolcetto, uno dei vini dove il terroir ha il sopravvento sul varietale. Ha davanti un futuro radioso.
Concludo con piccola annotazione personale. Questi degustazione è stata una delle più interessanti per quanto riguarda il vino italiano a cui ho partecipato.
Trovare vini che ancora emozionano è sempre più difficile, questo è stato uno di quei casi.
Articolo a cura di Paolo Rusconi pubblicato il 25 maggio 2010